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ANGOLO DEL TIFOSO NAPOLI – Napule è… un pianto italo-greco

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“Nella vita non ci sono errori, solo lezioni”, scriveva Vic Johnson, molto più abituato a pizzicare – con qualità – le corde di una chitarra.

E’ modo un po’ più elegante (e forse più accettabile) per dire che “sbagliando s’impara”.

Partiamo dalla fine: l’Inter ha vinto con merito, mostrando compattezza, solidità difensiva, negli uomini chiave, e velocità davanti, con Lautaro e Lukaku che paiono compagni da sempre.

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Speriamo possano resistere il più possibile, mantenendo interessante un campionato che, diversamente, avrebbe già poco da dire, nonostante la Lazio (che peraltro testeremo assai a breve).

Detto ciò, i tre gol sono regali nostri, errori individuali gravissimi che mortificherebbero qualsiasi tentativo di tenere a galla un’imbarcazione che – facendo acqua da ogni parte – prova comunque a tener botta tra i marosi.

Napoli – Inter è una partita assolutamente in linea col campionato di quest’anno.

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Inguardabili in difesa e lenti a centrocampo (Fabian Ruiz impresentabile), abbiamo tirato poco nello specchio, ma sbagliato – paradossalmente – molti gol.

C’è tanto da lavorare, speriamo presto con un metronomo a centrocampo e col rientro di almeno uno tra Koulibaly e Maksimovic al centro della difesa, dove Manolas ancora troppe volte non ha idea di dove si trova.

Il 06 gennaio, si sa, è l’Epifania, che è manifestazione e rivelazione.

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Gli azzurri hanno scoperto quel che già sapevano, vale a dire che è una stagione complicata.

Servirà (speriamo) dall’anno prossimo in poi per fare le differenze in positivo, quando ci toglieremo dalla faccia tutti gli schiaffi che ci stiamo prendendo senza pause e che invece eravamo abituati a distribuire noi nell’ultimo lustro.

Qualche segnale però c’è stato, soprattutto da Insigne e dal secondo tempo di Zielinski.

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Serve subito il metronomo a centrocampo, che – intendiamoci – non è la panacea, ma che certamente insieme al recupero dei centrali difensivi può aiutare a raccogliere un po’ di punti nelle prossime partite.

Si pensi innanzitutto a questo, non ad altro.

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