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L’Atalanta ne fa tre al Maradona e spegne le ultime speranze Champions del Napoli

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Napoli festa Scudetto
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Se Napoli-Atalanta doveva dirci chi poteva continuare a correre per un posto Champions allora gli azzurri si fermano qui, in questo anticipo della 30esima di “A” che metteva di fronte la sesta e la settima della classe. Vincono gli orobici chiudendo la pratica nel primo tempo e grazie soprattutto all’inconsistenza della squadra di Calzona.

Un primo tempo, va detto, lento e a tratti quasi soporifero. La differenza tra Napoli e Atalanta sta tutta nella gestione della palla. Il Napoli è impacciato e come spesso accade quest’anno impreciso. L’Atalanta invece quando ha la palla tra i piedi sa sempre cosa fare e soprattutto sa come colpire il Napoli. Lo si capisce già al terzo minuto quando gli orobici rubano palla in pressione e lanciano Miranchuk, il tiro del centrocampista ucraino però finisce sul palo.

La seconda azione pericolosa della partita è ancora dell’Atalanta. Siamo al 26′ e gli ospiti passano in vantaggio. Il tutto nasce da un’azione confusa in area con il Npaoli che non riesce a rinviare, la palla finisce a Pasalic che tra tacco ed esterno la rimette in mezzo dove Miranchuk è il più veloce. Sarà lui l’uomo partita della Dea. 

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Passano cinque minuti e ci vuole una super uscita di Meter su Pasalic lanciato a rete. Il Napoli non riesce proprio a reagire, la circolazione della palla è lenta, Raspadori (scelto come sostituto di Kvaratskhelia infortunato) appare fuori posto, si sovrappone troppo spesso a Traoré e non riesce mai offrire una traiettoria di passaggio pulito o a supportare un Osimhen troppo isolato. Il nigeriano dal canto suo appare subito troppo nervoso (riesce anche a farsi ammonire per proteste su un fallo fischiatogli a favore) e quando è in possesso palla non fa mai la scelta giusta. Male anche Traoré.

L’Atalanta da parte sua gestisce il vantaggio senza problemi ed allo scadere trova anche il raddoppio quando Scamacca fa tutto da solo, riceve palla al limite, triangola con Miranchuk e infila Meret  sulla sua destra. 

Il Napoli riparte nel secondo tempo con Zilienski e Ngonge per Traoré e Raspadori ed è il polacco a cambiare la partita del Napoli, almeno nei primi minuti della ripresa. Lotta e conclude appena può. Così al 54’ arriva la prima occasione da gol della partita del Napoli. Ed è propio Zielinski a colpire al volo ma il suo tiro, bellissimo, finisce sul palo. L’azione continua, la difesa orobica che non riesce a liberare l’area con la palla che arriva ad Osimhen, il nigeriano riesce solo a sfiorarla ma quel tanto che basta per mandare fuori tempo Carnesecchi ma è di nuovo palo. Il Napoli adesso appare quanto meno in partita e soprattutto galvanizzato dalla doppia occasione.

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Gaseprini allora cambia tutto e mette dentro Lookman, Koopmeiners e Ruggeri per Scamacca, Pasalic e Zappacosta. Poi entra anche Djimsiti per Kolasinac mentre Calzone concede qualche minuto in più del solito a Lindstrom in campo per Politano. Quindi Toloi per l’infortunato Scalvini e Simeone per Anguissa. L’entusiasmo che aveva spinto il Napoli nei primi minuti della ripresa è però un qualcosa di decisamente passeggero, e la partita si accomoda nuovamente sui ritmi della prima frazione.

E l’Atalanta si dimostra ancora una volta più brava del Napoli quando Lookman arriva a calciare a tu per tu con Meret ancora bravo a respingere. E’ il preludio al gol del 3-0: lo segna Koopmeiners, l’uomo dei sogni del mercato estivo del Napoli. Dal sogno all’incubo: il domani del Napoli è senza Champions.

Per l’Atalanta invece adesso la Roma, quinta, è ad un solo punto in attesa della trasferta dei giallorossi a Lecce.

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