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Napoli, la rivincita di Alex Meret. L’eterna promessa ha spiccato il volo

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Quando Carlo Ancelotti arriva al Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis gli preannunciò che il suo desiderio era quello di puntare su un giovane portiere italiano che lo aveva stregato nel precedente campionato tra le fila della Spal, Alex Meret.

Il vate del calcio italiano accetta di buon grado chiedendo però un profilo d’esperienza che avrebbe accettato di fare da chioccia al giovane ragazzo. Ancelotti fu accontentato con l’acquisto di David Ospina,  esperto portiere colombiano in uscita dall’Arsenal.

Comincia la stagione 2018/19 e il giovane Alex ci mette tutto se stesso per giustificare l’importante investimento, da venticinque milioni di euro, del Napoli per acquistarlo dall’Udinese. Raccoglie anche consensi da critica e tifosi viste le grandi prestazioni sia in campionato che in Europa. Già l’Europa, quella che ha spinto Meret ad accettare immediatamente la corte del Napoli, vede i partenopei nel girone di ferro con Psg e Liverpool e Stella Rossa. Ancelotti però ha altre idee, in Champions League gioca sempre, o quasi, Ospina.

Alex accetta la decisione, a testa bassa e continua a lavorare, alternanandosi con il colombiano. Finisce il primo anno sotto la guida di Carlo Ancelotti, la stagione successiva Alex spera che stavolta sarà il titolare del Napoli, non solo in Italia ma anche in Europa. Ed è quello che si augura anche il presidente De Laurentiis per difendere un patrimonio del calcio italiano e del Napoli e per tutelare il suo cospicuo investimento. Il patron riceve tutte le rassicurazioni del caso da parte del suo allenatore che lo schiera immediatamente titolare contro Liverpool, Salisburgo, Verona dove fornisce delle straordinarie prestazioni: Alex Meret sembra finalmente esploso.

La sfortuna ci vede benissimo

La fortuna però gli volta le spalle e, complice un infortunio alla spalla e le sommosse da parte dello spogliatoio che portano all’esonero di Carlo Ancelotti, con l’arrivo sulla panchina di Gennaro Gattuso si rimette in discussione la sua titolarità.

Il tecnico calabrese vuole la costruzione dal basso ad ogni costo, Alex non eccelle nel tocco di palla e cosi ricomincia l’alternanza con David Ospina fino a quando l’ago della bilancia non propende completamente per il portiere colombiano. Anche con Gattuso quindi il Napoli non punta su Meret che comincia a subire le critiche dell’esigente ambiente partenopeo. Etichettato come troppo giovane e poco carismatico per essere il portiere del Napoli, l’unica gioia di quella stagione fu la splendida prestazione in finale di Coppa Italia contro la Juventus con una grande parata ai rigori su Paulo Dybala. Ma questo non basta e nella stagione successiva la titolarità è sempre più un miraggio. David Ospina è il portiere titolare del Napoli, Alex lavora accettando il ruolo di secondo portiere a malincuore, cercando di farsi trovare pronto in tutte le occasioni.

Arriva Spalletti, la musica non cambia

Finisce l’era Gattuso, con la clamorosa mancata qualificazione in Champions League dopo il disastroso pareggio casalingo contro il Verona, e sulla panchina del Napoli arriva Luciano Spalletti. All’allenatore di Certaldo viene chiesto di valorizzare la rosa e di ottenere la qualificazione in Champions League ma anche questa volta la costruzione dal basso impedisce al giovane talento italiano di poter essere il titolare del Napoli. Spalletti punta tutto su Ospina vista la sua leadership e la sua sicurezza con i piedi fuori dai pali.

Si arriva ad aprile con la squadra partenopea che approccia da favoritissima alla trasferta di Empoli, dove finalmente a difendere i pali azzurri ci sarà Meret. La partita scorre sui binari del dominio azzurro che conducono per due a zero, fino a quando, al minuto ottanta, un’incomprensione tra i difensori e il portiere del Napoli fanno si che Handerson riapra i giochi. Tre minuti dopo Meret si trova a gestire un pallone in aria di rigore, l’ossessione di non buttare via la sfera fa si che, cercando un dribbling sull’indiavolato Pinamonti, perda palla permettendo all’attaccante empolese di mettere a segno il due a due. Quattro minuti dopo, lo scatenato attaccante dei toscani, sfrutta l’ennesima amnesia della disastrosa difesa azzurra e mette a segno il definitivo tre a due. Unico colpevole sul banco degli imputati? Ovviamente Alex Meret.

Tifosi inferociti e le interviste nei salotti televisivi condannano il portiere del Napoli: “Non è pronto”, “Non è adatto”, “Non ha carattere” sentenziano, serve un nuovo portiere,  “Uno bravo con i piedi”, “uno con gli attributi, che prenda il difensore quando sbaglia e lo attacchi al muro”.

Lavoro, lavoro e ancora lavoro

Alex abbassa la testa e lavora su quegli aspetti che non lo rendono sereno, che gli hanno fatto perdere il sonno e fiducia in sé stesso fino all’inizio della nuova stagione. A Dimaro, nel secondo anno di Spalletti, c’è un vero e proprio esodo, con i senatori del gruppo azzurro degli ultimi anni che lasciano la società partenopea. Via Insigne, via Mertens, via Koulibaly, via Fabian Ruiz ma soprattutto via David Ospina. Spalletti chiede un altro portiere, ma il Ds Cristiano Giuntoli e il presidente Aurelio De Laurentiis invitano il tecnico azzurro a valutare seriamente la possibilità che possa essere Alex il portiere che vuole l’allenatore. Prima Kepa del Chelsea, poi Navas del Psg sono i nomi più gettonati del mercato azzurro. I tifosi che sognano e spingono per puntare su uno di questi due profili, liberandosi assolutamente di Alex Meret. Anche De Laurentiis alla fine si convince a non puntare più su Meret e propone allo Spezia uno scambio con Provedel. Proposta rifiutata, perché il portiere spezino era già promesso sposo della Lazio e cosi, con la fine del mercato, finiscono anche le speranze per i tifosi del Napoli di “liberarsi del terribile” Alex Meret.

Anno nuovo, vita nuova

Comincia la nuova stagione, gli azzurri sono un fiume in piena contro Verona e Monza, nove gol fatti e due subiti, Meret comincia a prendere sicurezza ma non è ancora nel cuore dei suoi tifosi. Si arriva alla partita casalinga contro il Lecce, Spalletti fa un massiccio turnover che non giova alla squadra che soffre, passa in vantaggio con Elmas ma la gioia che dura poco perché Ndombelè regala un rigore ai pugliesi.

Sul dischetto si presenta il giovane Lorenzo Colombo, lo stadio teme il peggio ma Meret si stende alla sua destra e respinge la conclusione del giovane attaccante giallorosso. Lo stadio è in visibilio, finalmente il portiere si impone sulle critiche, sulle malelingue e su coloro che lo definivano non adatto alla piazza di Napoli.

La squadra nelle partite successive cresce, stravince in campionato e in Champions League, Alex Meret è sempre più cardine della squadra azzurra, sicuro, reattivo, attento e tecnicamente sempre ineccepibile. Arriva il primo scontro decisivo contro il Milan a San Siro, e il numero uno azzurro sgombera il campo da ogni dubbio sul suo talento, miracoli su Giroud e Krunic , fermato Messias e con l’aiuto di Politano e Simeone fa vivere alla città una notte da sogno.

Il vero capolavoro arriva nella super vittoria del Napoli contro la Juventus di Massimiliano Allegri. Osimhen e Kvaratskhelia annichiliscono i bianconeri ma un pezzo di vittoria va attribuito soprattutto al numero azzurro che sul 2-1 con un riflesso da campione evita al suo compagno Rrahmani di rovinare tutto con un goffo autogol.

Non serve chiedere scusa a questo ragazzo, non servono scuse a questo ragazzo, Alex Meret è un grande portiere, un bravo ragazzo e da venerdì tredici gennaio è il vero, unico indiscusso numero uno del Napoli, con buona pace di Navas, Kepa e dei suoi tanti, troppi, detrattori.

(Fonte ph.Ciro Sarpa)

 

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