ANGOLO DEL TIFOSO BOLOGNA – Il pubblico che fa la differenza

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Sapevamo tutti, a Bologna, quanto l’emergenza contro l’Udinese fosse temuta ed in effetti la partita si è rivelata tosta, anzi tostissima.

I deboli di cuore hanno davvero rischiato di non farcela, anche perchè, come accade spesso, il Bologna è passato in svantaggio dopo mezz’ora. Da quel momento, la sensazione avvertita allo stadio è stata quella di sconforto e patimento.

Poi la gente vestita dei colori rossoblu ha iniziato a guardarsi sugli spalti e la perplessità per un risultato difficile da raggiungere si è trasformata in energia e positività.

Tantissimi bambini a tifare Bologna insieme ai loro genitori. Padri e figli insieme, di ogni età, a condividere emozioni e commentare, minuto per minuto, il tempo scandito dal campo.

Un papà ed una figlia sorridente che preparano un cartello con scritto ‘Sinisa sei grande‘ , inquadrato dalle telecamere. Un altro cartello con scritto ‘Cuore Rosso Blu e Sinisa 51‘ sorretto dalle mani di tre generazioni allo stadio.

Padre, figlio e nipote. Tutti insieme a dare una spinta alla squadra. Hanno preparato quel cartello a casa, con tutto l’amore e la passione del mondo.

Il padre ha vissuto le gioie dell’ultimo scudetto del 1964. Il figlio ha sofferto la serie C e la serie B, con qualche soddisfazione nella vecchia coppa Uefa. Il nipote di dodici anni potrà godere forse un giorno dei frutti del lavoro di oggi di questa nuova dimensione societaria.

Rimane comunque impressa l’immagine sugli spalti.

Ma veniamo alla gara. La partita è stata complicata. L’Udinese, come dicevamo, alla mezz’ora del primo tempo ha approfittato di una distrazione della linea difensiva dei felsinei ed ha colpito con Okaka.

Il Bologna ha certamente accusato il colpo e non è mai riuscito a distendersi con equilibrio e  trame di gioco incisive. Alcuni interpreti della partita erano sotto tono.

Orsolini timido, Skov Olsen impalpabile e, a questo punto, un rebus. Dominguez è uscito alla distanza. Dopo un inizio in cui il giovane talento argentino sembrava spaesato, ha iniziato a fare giocate importanti per i compagni. Un aspetto che abbiamo notato è il gap fisico su cui deve lavorare nel prossimo futuro. Più di una volta non ha tenuto la corsa con l’avversario di riferimento, sia in fase offensiva che di ripiego.

Mbaye non commenta bile, viste le innumerevoli e ripetute lacune tecnico tattiche del difensore.

Alcune note di merito per Bani, sempre più determinante e preciso negli interventi. Tomiyasu davvero propositivo in fase di possesso e solido in marcatura.

La coppia dei due espertissimi Poli e Palacio ha dato l’ingrediente finale alla pozione, quello che non si impara ma si possiede. La pozione poi si  è miscelata con la bolla di energia e passione di tutto lo stadio. Ed è stata apoteosi finale.

L’azione: siamo al novantaduesimo minuto, in pieno recupero. I tifosi digrignano i denti e mangiano noccioline nervosamente. Barrow allarga sulla destra per Tomiyasu che, senza pensarci troppo, crossa al centro dell’area di rigore. Orsolini in quel momento si ricorda Pelè in Fuga per la Vittoria e cerca una sforbiciata d’altri tempi.

Fortunatamente la liscia completamente. La palla arriva fra i piedi di Palacio che, da due passi, realizza il goal di tutti. E pareggio fu.

Ma gli urli e i salti sono per un attimo soffocati dal Var che ha visto qualcosa… Gli occhi dei tifosi cambiano di colpo espressione. Ci si chiede cosa mai avranno da verificare. Un fuorigioco? Possibile. Il goal viene convalidato. Tutti felici di avere in squadra Orsolini che non è Pelè. Se avesse solo sfiorato quel pallone anche con l’ultimo centimetro del laccetto della scarpa sarebbe stato fuorigioco di Palacio.

Crediamo di essere stati protagonisti di una giornata epocale. E possiamo dire che ora avremmo bisogno di una giornata normale, nella quale semplicemente si vince o si perde.

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