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CORNER CAFE’ – Mens sana fa corpore sano

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Quante volte ho sentito dire mens sana in corpore sano, con l’assolutistica verità che in un corpo in forma risieda anche una mente capace. Sbagliando, ovviamente: Giovenale non ne ha mai dato un significato ad litteram; piuttosto, lo considerava come qualcosa da dover scindere e poi riunire, la mente ed il corpo, divisi ed uniti al tempo stesso.

Oggi però bisogna affermare che, a discapito degli scritti di Giovenale, è la mens a fare il corpore. E l’Inter, in tal senso, ne ha appena dato un esempio pratico: la decisione della società nerazzurra di acquistare uno psicologo dello sport, per seguire il club – dai dirigenti ai calciatori – rimanda l’immagine di una società moderna, internazionale, nuova – in Italia – e vincente. Perché, se da un lato il lavoro fisico, la preparazione alla gara e la tattica hanno un ruolo predominante nel gioco, la mente rimane il fattore X da considerare nella persona.

Nessun calciatore che arriva scarico alla gara giocherà nel modo in cui tutti si aspettano da lui. Nessuno, seppur in condizione smagliante. La testa lavora più volte del corpo, con più insistenza e con più fatica. Zhang, e chi con lui decide, vuole dominare anche questo campo, minimizzando il negativo e massimizzando l’utile sinpatico del team.

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Il nuovo membro gestirà le dinamiche interne del club, evitando le criticità dei singoli e guidando il gruppo sulle strade corrette. Una nave che segue le giuste correnti arriverà a destinazione senza intoppi. E, se la destinazione è la vittoria, lo psicologo può essere considerato solo un valore aggiunto all’ottenimento del risultato.

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