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Benevento col fiato sospeso: fa un solo boccone del Siracusa

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BENEVENTO-SIRACUSA 3-2

Si vince anche oggi allo stadio “Vigorito”. Primo posto consolidato, ottavo risultato utile consecutivo, sedicesima vittoria e 49 gol fatti. Ha convinto, seppur con qualche riserva nell’approccio iniziale dei tanti gol mangiati. Insomma, si segna e si brinda, in terra beneventana, ad un testa a testa col Catania che prosegue. Ma si resta col fiato sospeso.

La spadona di Damocle, mantenuta da un visibilissimo filo, sulla testa del Benevento c’è e se ne sente la minaccia. Il grosso elefante nello stadio Vigorito, chiamato “esclusione del Trapani”, non è stato spostato di un millimetro in questi giorni, visto che la decisione della Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale è stata rinviata al prossimo 9 marzo.
Nel frattempo, però, ad inizio febbraio sia Catania che Benevento, contro il Trapani, dovranno giocarci nuovamente (rispettivamente il 6 e il 10 febbraio, una dietro all’altra manco a farlo apposta) e potrebbero a marzo vedersi togliere dei punti maturati sul campo, come quelli già conquistati contro il Trapani nel girone d’andata. Al momento chi “rischia” di più, in alta quota, sono proprio i giallorossi, poichè nella gara d’andata regolarono i Falciari per 2-0.

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Perciò la gara casalinga, di questo pomeriggio, contro il Siracusa acquisiva un sapore diverso, vincolante, volendo anche decisivo: vincere non solo per mantenere intatto questo testa a testa col Catania, ma anche per non rischiare di perdere terreno, poi, con un’eventuale e ipotizzata esclusione della società del presidente Antonini dal campionato a causa di violazioni amministrative, in virtù delle quali il club siciliano è stato già nuovamente penalizzato di altri 7 punti per un totale di -15 punti (attualmente il Trapani è in piena zona play-out a 19 punti).
Tre gli assenti per il Benevento. Oltre agli infortunati Ricci e Nardi, s’è aggiunto anche Sena, dato in partenza per il Campobasso che lo vorrebbe fortemente. Nessun assente invece per il Siracusa, che si recava a Benevento con l’obiettivo di strappare qualche punticino con coraggio e personalità, grinta e spirito di sacrificio, dopo le ultime due cocenti sconfitte consecutive che la stanno relegando al terz’ultimo posto.
E, rimanendo anche i Pitagorici in attesa di una sentenza (posticipata al 26 febbraio) per violazioni amministrative rilevate per il mancato pagamento degli stipendi ai propri tesserati nei termini stabiliti.

PRIMO TEMPO – Benevento tra suicidio e gloria

Salvemini dal primo minuto, al posto di Manconi, è la novità proposta da Floro Flores per i suoi archi offensivi giallorossi. Per il resto, è la stessa medesima formazione che ha sconfitto il Casarano 7 giorni fa. Nel Siracusa, invece, parte dal primo minuto a centrocampo Frisenna. Mister Turati lascia, inizialmente, in panchina tutti i nuovi acquisti.
Partono forti i padroni di casa dopo….25 secondi. Grossolano errore in disimpegno di Di Paolo che avvia un contropiede giallorosso micidiale, con Salvemini che allarga per Tumminello. Di prima la palla va al libero Lamesta, ma la conclusione è sconnessa e forse troppo a freddo. Benevento a viso aperto e questo lascia spazi fin da subito.
Al 7’ Candiano avanza qualche metro, indeciso a chi darla. Poi tenta la conclusione che, per poco, non sorprende Vannucchi, facendo la barba al palo. Troppo scoperto il Benevento, al 20’ concede la peggiore leggerezza del campionato, e forse degli ultimi anni.

Dal corner giallorosso, prima Tumminello e poi Salvemini non riescono ad agganciare la sfera. Dal rilancio la palla giunge tra i piedi di Di Paolo che, con Vannucchi colpevolmente all’altezza del centrocampo, aggira l’uomo contro uomo di Cerasoli e prende controtempo il portiere giallorosso per calciare rasoterra da distanza siderale. Totale sconforto sugli spalti per questo autentico harakiri. Il suicidio beneventano dura due minuti.
E il pareggio proviene proprio dai piedi dei due centravanti. Salvemini porta palla e la controlla e difende a lungo fino a piazzarla per Tumminello che, con un sinistro di prima intenzione, fulmina Farroni. Leoni abbattuti? Sicuramente sì, certamente più ridimensionati. Al 30’ calcio di punizione dalla sinistra battuto da Salvemini, Farroni si fa trovare pronto.

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A raccogliere la respinta laterale un magico tacco di Scognamillo che viene fermato dal metal detector del piedone di Cancellieri sulla linea. Sarebbe stato il gol dell’anno. Fraseggia bene il Benevento, in questa fase, sicuro di sé ha rimosso la mega gaffe che le era costato lo svantaggio. Ma, forse, si specchia troppo al 35’. Importante contributo di Prisco che allarga per Ceresoli.
La palla giunge subito a Lamesta che, potrebbe avanzare indisturbato o quasi, ma preferisce calciare da fuori area: tiro debole e sbilenco che finisce comodamente tra i guantoni di Farroni. Al 40’ altra chance per la Strega. Il cross, questa volta, dalla destra arriva da Lamesta per cogliere Romano che di testa, da solo, incredibilmente getta alle ortiche quest’ennesima occasione.

A due minuti dal 45esimo, Benevento in vantaggio, abbastanza meritatamente per le palle-gol prodotte. Scambio Romano-Tumminello, che con un pennellato colpo di tacco serve Maita che lascia partire un fendente all’angolo, imprendibile per Farroni.
La Leonessa siciliana è allo sbando più totale. Al secondo minuto di recupero arriva il 3-1. Da corner di Lamesta, Simonetti è il più pronto di tutti a rubare il tempo ai difensori e incornare di testa il tris dei giallorossi. Primo tempo tra suicidio e risurrezione, tra polvere e gloria per il Benevento che, probabilmente per qualche faciloneria di troppo, è andato prima sotto di un gol per poi divorare delle occasioni da rete d’oro massiccio.

SECONDO TEMPO – La potenza è nulla senza controllo

Per il Benevento vietato accontentarsi, ma le palle-gol prodotte nella ripresa sono state veramente pochine. Al 52’, accelerazione in blocco con Maita che appoggia per Simonetti che, subito, prova a sorprendere Farroni: palla di fuori di un niente. Al 70’ secondo contropiede di rilievo per i padroni di casa.
Folata rapidissima di Lamesta, che mette a folle nell’accelerazione. Talmente tanto che si fa recuperare da Candiano al momento di tentare la conclusione a tu per tu con il numero uno ospite. All’ 88’ la Strega sfiora il poker con un’incredibile sassata al volo di Simonetti dal limite che si stampa sulla traversa.
Come da una ribattuta di un immaginario ping pong, è lesto ad arrivare prima Maita che di testa la gira alta. Al 90’ nuovo capovolgimento di fronte dei giallorossi sull’asse Mignani-Maita. La triangolazione rapida riesce bene, ma Mignani dopo essersi aggiustato la palla, non riesce ad indirizzarla alla sinistra di Farroni.
Al terzo minuto di recupero, il Siracusa mette a segno la seconda rete di giornata. Protagonista, in negativo, ancora una volta è stato il portiere Vannucchi che ha respinto centrale e con tanti siracusani accorrenti, una conclusione di Sbaffo. Il tap-in del 3-2 definitivo è di Pacciardi che appoggia facilmente in rete.
Nota arcobaleno (dopo la pioggia torrenziale durata fino ai primi minuti dell’inizio della gara), che incoraggia non poco animi e cuori. Anche oggi, nonostante un maltempo annunciato (e, prima della gara, era veramente scoraggiante), allo stadio erano presenti diverse famiglie con i propri bambini. Non è proprio così scontato.
Anzi, è questo un segnale consolante ed entusiasmante di speranza sapere che le famiglie ci tengono molto a portare i propri figli allo stadio o ad una mostra o ad un concerto o ad un’iniziativa culturale che consente di fare delle riflessioni.
Sembra superfluo ricordarlo, ma è soltanto dalla trasmissione di valori, bellezza, buoni esempi, cultura, dalla trasmissione del potere dei sogni, che è possibile raggiungere una formazione delle coscienze e, a volte, “sopravvivere” o ambienti o situazioni poco edificanti da un punto di vista educativo. E lo sport, in questo, ha una funzione fondamentale nella nostra società.

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Per concludere, tra sregolatezza (lo svantaggio iniziale nato da una superficialità di Vannucchi) e genio (le occasioni create dal tridente d’attacco giallorosso sono state moltissime), il Benevento fa suoi altri tre punti, rimontando lo 0-1 iniziale e controllando il match nella ripresa. Nulla ha potuto il Siracusa di Turati nel placare l’uragano giallorosso.

Nell’attesa del risultato di domani pomeriggio del Catania, contro il coriaceo Cosenza, e della sentenza sul Trapani del prossimo 9 marzo.

IL TABELLINO

Benevento (4-2-3-1)

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Vannucchi; Romano (71’ Pierozzi), Scognamillo, Saio, Ceresoli; Maita, Prisco (80’ Talia); Lamesta (71’ Caldirola), Tumminello (80’ Manconi), Simonetti; Salvemini (83’ Mignani).

All. Floro Flores

Siracusa (4-2-3-1)

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Farroni; Puzone (85’ Zanini), Pacciardi, Sapola (1’ s.t. Bonacchi), Cancellieri; Frisenna (56’ Gudelevicius), Candiano (85’ Sbaffo); Di Paolo, Limonelli, Valente; Contini (74’ Arditi).

All. Turati

Arbitro: Gianquinto di Parma

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Reti: 20’ Di Paolo (S), 23’ Tumminello (B), 43’ Maita (B), 47’ p.t. Simonetti (B), 93’ Pacciardi S)

Ammonito: Cancellieri (S), Arditi (S)

Recupero: 2’ primo tempo; 4’ secondo tempo

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(Foto: Depositphotos)

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