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PUNTO A C – Chi sale, chi scende, chi spera…

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Punto C Serie C
Tempo di lettura: 3 minuti

In Serie C, ci troviamo tra un’avvincente serie tv ricca di colpi di scena e una giungla piena di ostacoli e imprevisti. Scegliete tranquillamente voi la location che più vi aggrada e ritenete adeguata.

Archiviato il primo importante verdetto, quello dell’ascesa in serie B del Benevento festante, a 90 minuti dal termine della regular session del girone C della serie C ne è arrivato un altro: tagliente, affilato, categorico.

Il Trapani, che senza la massiccia penalizzazione a più round di 25 punti, sarebbe a lottare per i playoff nazionali perché la squadra sul campo merita di duellare a tu per tu con le migliori, sprofonda nella Lega Nazionale Dilettanti.

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E’ il Cosenza, allenato dal campano Buscè, il “the final boss” che condanna i siciliani alla retrocessione, in una vicenda che è ben lontana dalla scritta della parola “fine”.
Il presidente del Trapani Antonini, infatti, tra ricorsi in corso e nuove carte bollate da presentare, non ci sta ad accettare una retrocessione, a suo avviso ingiusta, di fatto causata dalle reiterate inadempienze amministrative della società (perché sul campo erano stati conquistati ben “alti” punti), e annuncia battaglie legali su battaglie legali, soprattutto per provare presunte irregolarità di altre squadre del girone e sperare, poi, nel ripescaggio.
Si preannuncia un’estate davvero infuocata, sotto questo punto di vista.

Caos mancati pagamenti e penalizzazioni, non finisce qui

Chi è sicuro, come un massiccio granito, che dalla prossima stagione ripartirà nel girone con una penalizzazione è un altro presidente, quello del Crotone (vittorioso a Casarano per 1-2), Vrenna che con una nota ufficiale rende noto ai tifosi di non essere riuscito a rispettare alcune scadenze federali, dopo esserci riuscito per 15 anni.
Auspica unità interna, il presidente, in questo momento che si presenta non facile per i calabresi, ma soprattutto uno sforzo doppio e triplo per risolvere questa criticità. Un atteggiamento responsabile e uno stile sicuramente nobile e dignitoso, dove non si negano le responsabilità e si mettono le mani davanti solo per correttezza nei confronti dei tifosi.
La ragionevolezza di fondo delle parole di Vrenna mirano a voler risolvere il problema e ripristinare una correttezza economica nei pagamenti da effettuare (attualmente in ritardo).
Agli organi di giustizia sportiva della Figc la palla adesso.

Caos in campo, è caccia all’uomo

Nella sfida a specchio per playoff e playout tra Monopoli e Foggia, nel finale di partita, sul punteggio di 1-0 per i padroni di casa, spalti e terreno di gioco sono stati presi di mira dai tifosi foggiani, che escono fuori dai recinti e dai gangheri.
Dopo il lancio di un fumogeno dal settore ospiti, un varco o aperto o lasciato aperto (questo lo appurerà la magistratura) ha consentito ad alcuni sostenitori del Foggia di entrare in campo, avvicinandosi ai calciatori. Fuggi, fuggi generale delle due squadre negli spogliatoi per motivi di sicurezza e immediato intervento decisivo delle forze dell’ordine per riportare la calma, che hanno faticato non poco per contenere la rabbia.

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Sospesa temporaneamente, la gara poi riprende e il Foggia, anche un pò intimorito dalla situazione, non riesce a pareggiare e resta ancorato ai futuri playout. Probabilmente anche con qualche penalità, a partire già dalla prossima partita casalinga contro la Salernitana. Indecorosi comportamenti da scazzottate nel Far West: tifosi che sbroccano, tifosi bloccati, tifosi che reagiscono, tifosi che si azzuffano e un agente che resta ferito.
Per fortuna non è accaduto qualcosa di più grave. Certo che non sappiamo se sia più spaventosa o ridicola la scena dell’invasione di campo di ultras incappucciati a caccia dei giocatori che loro tifano.
Scene da manicomio.

Caos per playoff e playout

Quest’ultimo, però, è un caos piacevole. Una bagarre che si risolverà al fotofinish dell’ultima giornata. Una corsa che lascerà senza fiato.

Anche se poi, di fiato, ne servirà tantissimo nel mese di maggio. Ma andiamo con ordine. L’ennesimo mezzo passo falso del Catania (69 punti) che mette in discussione sé stesso, le vittoriose con riserva (e fatica) Salernitana e Cosenza (66 punti), la pazzia Casertana che perde a Latina (65 punti): sarà praticamente lotta a 4 per l’accesso diretto ai playoff nazionali.
Se la Casertana dovesse battere il Giugliano, anch’esso alla ricerca di acqua preziosissima, e Salernitana e Cosenza pareggiare o perdere in trasferta, rispettivamente, a Foggia e Cava de’ Tirreni, una delle due sarà esclusa dall’accesso diretto ai playoff e dovrà disputare il primo playoff all’interno del girone.
In quel caso, la Casertana andrebbe al terzo posto e, sicuramente, al settimo cielo.
Paradossalmente, Salernitana e Cosenza dovrebbero ipoteticamente sudare un’altra camicia prima di accedere allo spareggio nazionale, mentre il Potenza di De Giorgio che, in virtù della vittoria della Coppa Italia di C, è già qualificata ai playoff nazionali, se rimane nella zona playoff darebbe automaticamente quel biglietto d’oro a quella che si classificherà undicesima.
Riguardo i playout, invece, fino ai 41 punti della Cavese, è ancora tutto in gioco dalla penutlima alla 13esima. Foggia e Giugliano, probabilmente, saranno i campi più bollenti di domenica prossima, al di là del fattore meteorologico.

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Anche il Sorrento potrà ancora ben sperare, se dovesse verificarsi una tra queste quattro possibilità: vincere o pareggiare a Picerno, perdere a Picerno e una tra Giugliano e Foggia non batta le proprie rispettive avversarie.

Incroci terribili di risultati e gol da vivere al cardiopalma negli ultimi 90 minuti di gioco della stagione. Da vivere e, per le dirette interessate, per sperare.

(Foto: Depositphotos)

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