Angolo del tifoso
ANGOLO NAPOLI – L’Italia (compreso qualche napoletano?) ci sta male, “il Napoli è campion”
Negli ultimi anni, in uno dei cori più emozionanti, che i ragazzi delle nostre curve ci hanno regalato, ad un certo punto si sente “L’Italia ci sta male, il Napoli è campion”, facendo chiaro riferimento alla reazione italica al cospetto di un Napoli non più bella realtà, capace solo di dare fastidio alle big del Nord e di qualche bella figura in campo europeo, ma club vincente.
Da inizio stagione assistiamo a timide critiche, leggere, spesso sottintese, forse per paura di una clamorosa rimonta del Napoli e conseguente altra brutta figura; questi rilievi sono esplosi in tutta la loro ferocia nel post Napoli-Lazio, ed hanno, di fatto, scoperto definitivamente le carte, il gruppo di chi “ci sta male” era, ahinoi, molto più folto e fatto di non solo tifosi avversari.
E, in una stagione difficile, condita da diverse delusioni, questa è la sconfitta più grande.
Gli errori degli azzurri
Il Napoli ha commesso degli errori, il tecnico del Napoli, assoluto frontman di questo progetto, avviato a giugno 2024, è sicuramente il primo responsabile di quanto accade, di positivo e di negativo.
Nessuno può negare le difficoltà di questa squadra a fare gol, pochi hanno apprezzato esteticamente il Napoli targato Conte, diversi hanno mosso perplessità sul mercato condotto dal Napoli, mercato con il marchio del mister salentino, tanti hanno avuto dubbi sulla gestione dei FAB4 e della rosa in generale; tutti, infine, sono stati d’accordo nel giudicare assolutamente insufficienti spettacolo e risultati ottenuti in Champions.
Una serena analisi, scevra da condizionamenti dettati dall’antipatia verso uomini che, almeno fino a quando vestono i nostri colori, dovrebbero essere supportati, porterebbe sì a sottolineare quanto detto sopra, ma anche a guardare alle difficoltà che hanno caratterizzato sia questa che la passata stagione.
Soprattutto si dovrebbe riconoscere che, nonostante queste difficoltà, l’uomo scelto dal Patron per rilanciare il Napoli, ha contribuito a riportare sotto il Vesuvio lo Scudetto al primo tentativo, a vincere una Supercoppa, a portare in dote al Presidente (molto probabilmente, si accettano scongiuri) due partecipazioni Champions consecutive, ossigeno necessario per un Napoli ancora competitivo.
Tuttavia, la sola analisi che conta sarà, come sempre, quella del Presidentissimo.
Suo il compito di valutare se ci sono le condizioni per portare a termine il programma triennale con Antonio Conte o se è il caso di separarsi e dare vita all’ennesimo progetto dell’era De Laurentiis.
Da fieri sostenitori del Patron azzurro, chiediamo solo tempestività e chiarezza, saremo pronti a supportarlo sia in caso di un Conte ter, sia se la scelta ricadesse su un altro tecnico, al solo patto che di comunicare chiaramente ai tifosi (che ADL ha dichiarato di amare molto più del mister di turno, che non li gradisce ai ritiri) le sue vere intenzioni: ripartire con un altro allenatore di un certo livello e continuare a “crescere” o fare il passo del gambero e ripartire da un tecnico, sulla carta, di minore rilievo ma su cui si spera di costruire qualcosa di importante negli anni.
Non ci farebbe paura nulla, siamo dalla sua parte, consci che qui ci sono cose che si possono fare ed altre no.
(Foto: Depositphotos)
