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De Laurentiis rilancia: “Serie A a 16 squadre e club con almeno un milione di tifosi”

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De Laurentiis Napoli
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Aurelio De Laurentiis torna a scuotere il calcio italiano e rilancia con forza la sua idea di riforma della Serie A. Nel corso di una lunga intervista concessa a The Athletic, il presidente del Napoli ha illustrato nel dettaglio la propria visione per il futuro del massimo campionato italiano, proponendo un cambiamento strutturale radicale.

Secondo il patron azzurro, il modello attuale non è più sostenibile né dal punto di vista economico né da quello competitivo.

Serie A a 16 squadre: la proposta di De Laurentiis

Da tempo De Laurentiis sostiene la necessità di ridurre la Serie A da 20 a 16 squadre. L’obiettivo, nella sua analisi, sarebbe quello di aumentare la qualità media del torneo e rendere il prodotto più appetibile per televisioni, sponsor e pubblico internazionale.

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Il presidente del Napoli ritiene che il primo passo debba riguardare la solidità economica delle proprietà. A suo avviso, dovrebbero essere ammessi al campionato soltanto club guidati da proprietari finanziariamente sani e privi di debiti significativi, così da garantire stabilità e sostenibilità al sistema calcistico.

Il tema del bacino d’utenza e degli ascolti TV

Uno dei punti centrali del ragionamento di De Laurentiis riguarda il peso mediatico delle società partecipanti. Secondo il dirigente, non sarebbe più funzionale avere in Serie A squadre provenienti da città molto piccole, con un pubblico limitato e una ridotta capacità di attrarre spettatori televisivi.

Il presidente ha sottolineato come i broadcaster paghino cifre importanti per i diritti televisivi e abbiano quindi bisogno di partite capaci di generare audience e ritorni pubblicitari adeguati. Senza numeri rilevanti in termini di spettatori, sostiene De Laurentiis, l’intero sistema rischia di perdere valore commerciale.

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Un campionato diviso in due

Nella sua analisi, l’attuale Serie A sarebbe caratterizzata da una forte spaccatura competitiva. Da una parte ci sarebbero le squadre stabilmente in lotta per i vertici della classifica, dall’altra club impegnati esclusivamente nella corsa salvezza.

Per evitare questo squilibrio, De Laurentiis propone l’introduzione di criteri più stringenti anche sul piano del seguito popolare. Secondo la sua visione, una squadra dovrebbe contare almeno un milione di tifosi per poter partecipare stabilmente alla massima serie. I club con bacini più ridotti, nell’idea del presidente azzurro, dovrebbero invece competere in una categoria differente.

Il confronto con il Sassuolo e il peso del Napoli

Nel corso dell’intervista è stato citato anche l’esempio del Sassuolo, società che negli anni si è guadagnata la Serie A attraverso i risultati sportivi. De Laurentiis ha però ribadito come, a suo giudizio, il peso storico e mediatico di alcune piazze resti determinante.

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Secondo il presidente del Napoli, il confronto con realtà come quella partenopea sarebbe inevitabilmente impari, considerando il bacino globale di tifosi che accompagna il club azzurro.

Una riforma che farà discutere

Le parole di De Laurentiis sono destinate ad alimentare il dibattito sul futuro del calcio italiano. Riduzione delle squadre, criteri economici più severi e valutazioni legate al seguito dei tifosi rappresentano temi divisivi, destinati a dividere dirigenti, tifosi e istituzioni.

La proposta del presidente del Napoli riporta al centro una questione ormai ricorrente: come rendere la Serie A più competitiva e sostenibile in un panorama calcistico europeo sempre più orientato verso modelli economici e mediatici globali.

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(Foto: DepositPhotos)

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