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La “prima” di Cosmi suona la sveglia: la Salernitana inchioda sullo 0-0 il Catania. Benevento a +7

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Salernitana Fiorentina Arechi
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SALERNITANA – CATANIA 0-0

Nel giorno del ritorno su una panchina italiana di Serse Cosmi, dopo 5 anni, la Salernitana ritrova anche vigore, impegno e voglia di raddrizzare una stagione che (rimossa un po’ di mezzo, dalla testa, l’ambizione di raggiungere la promozione diretta) la vede sempre lì, in lotta per un pass per i playoff.
Anzi, la parola d’ordine che chiedeva Cosmi ai suoi nuovi giocatori era “dedizione”.

E su quello, ma anche su un mordente diverso (dato da un’arcigna difesa a cinque) è stato accontentato. A pagarne le spese di questa Bersagliera granata, che sta rinascendo, è stato il Catania, che viene bloccato sullo 0-0 e perde altri due punti dalla capolista Benevento.

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Nel giorno del ritorno in una panchina italiana di Serse Cosmi, la Salernitana ritrova anche vigore e impegno, ma non la vittoria. Non ancora, almeno. Il Catania non ci stava a fare la parte della prima squadra sconfitta dal nuovo corso cosmiano, ma la battuta d’arresto l’ha sentita.

Grinta e dedizione i granata le hanno recuperate. E , con esse, anche la voglia di raddrizzare una stagione che (tolta un po’ di mezzo l’ambizione di raggiungere la promozione diretta) la vede sempre lì, in lotta per un pass per i playoff. Ma un pochino di tempo all’uomo del fiume gli va dato.

Anche perché di fronte, questa domenica pomeriggio, si ritrovava il solido ed incisivo Catania di Toscano, secondo in classifica. Non proprio l’ultimo degli arrivati.

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Subito lo scoglio Catania per Serse Cosmi, dicevamo, che aveva bisogno di ritrovare entusiasmo e, soprattutto, risultati, dopo la sconfitta a Monopoli.

Il Catania anche necessitava di rimanere ancorato alla scia del Benevento, per non perdere terreno dalla capolista. Cosmi imposta, da subito, il suo speciale 3-5-2 per garantire copertura e ripartenze. Mentre Toscano, con il suo classico 3-4-2-1, da una parte, non poteva usufruire di Di Gennaro, Aloi, l’ex Cicerelli e Forte, dall’altra, recuperava l’altro ex Di Tacchio, Caturano, Celli e Rolfini.

PRIMO TEMPO – Muro granata

Granata aggressivi fin dal primo minuto, anzi al 55esimo secondo, con il secondo traversone dello splendido Villa per Molina che, da solo, al centro dell’area, svirgola il pallone, facendolo finire alto sopra la traversa.
Catania che corre ai ripari perché il ritmo dei padroni di casa profuma di grinta da tutti i pori. E così al 6’ sono proprio gli etnei a rendersi pericolosi.

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Gran giocata di Casasola, a disorientare Gyabuaa e Matino, e a buttare nel mezzo una palla velenosa, ma D’Ausilio, che doveva solo spingere in rete, colpisce male la sfera, con Donnarumma praticamente battuto. Donnarumma di sponda granata che poi si esalta nel respingere a pugni chiusi, al 14’, ad una botta dalla distanza di Daniele Donnarumma del Catania, originario di Gragnano.

Al 17’ la panchina degli elefantini catanesi si gioca l’FVS per un’entrata di Capomaggio su Casasola in area di rigore. Entrata dura, ma non fallosa, secondo l’arbitro Mazzoni, che poi deve sedare un accenno di polemiche feroci dello stesso Casasola sul capitano della Bersagliera. Al 36’ contropiede rapido degli ospiti.

La ripartenza è coast to coast di D’Ausilio che si trova, con Rolfini e Castillo, tre contro tre, ma decide di non servire i due compagni, ma di tentare la sortita da solo. L’affondo solitario lo porta alla conclusione sventata da Donnarumma. Due minuti dopo, nuova incursione degli etnei. Jimenez Castillo per Donnarumma, il cui cross per Casasola è perfetto. Così come ottima la testata del centrocampista argentino di un niente a lato.

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La terza chance in 9 minuti per il Catania arriva al 41’. Jimenez Castillo fa sponda per Allegretto che, in mezza girata, la spara alta. Nel primo dei quattro minuti di recupero, la Salernitana si affaccia nel salotto catanese. Capomaggio appoggia a Lescano che, indeciso, alla fine opta per il tiro, ma è altissimo.

SECONDO TEMPO – Catania poco “in palla”

Cosmi dà l’avvio al secondo tempo con ben due cambi, per dare più freschezza alla manovra offensiva: Longobardi e Achik per Anastasio e Quirini.
Catania che risponde ad un terzo della ripresa, sostituendo i terminali offensivi con Bruzzaniti e Lunetta, per provare a sbloccare la situazione.

Nei primi venti minuti, le due squadre si difendono molto bene, concedendo pochissimi sprazzi di spazi, che vengono puntualmente chiusi. Negli atteggiamenti dei due allenatori, un po’ la sintesi della partita: molto agitato Toscano, un fiume in piena di mani in movimento e di urla, che sa perfettamente che regalare altri due punti di vantaggio al Benevento significa, quasi automaticamente, consegnarli tre quarti di campionato; più tranquillo del solito Cosmi che, mani conserte, ogni tanto sbotta visibilmente per qualche errore grossolano di troppo dei suoi, dai quali evidentemente vorrebbe di più.

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Al 23’ si riaffacciano gli Etnei con Lunetta che serve D’Ausilio che si gira e calcia troppo forte, sopra la traversa. Al 34’ Bruzzaniti si scatena palla al piede, portandosi dietro Arena e Longobardi, che lo inseguono sena riuscire a prenderlo.

La saetta che ne segue è ribattuta da Donnarumma. Bersagliera per la prima pericolosa nella ripresa all’ ’87 con una magia di Villa dopo un lungo fraseggio sulla destra, ma il direttore di gara richiamato dal guardalinee Gentile annulla la rete per fuorigioco di rientro di Antonucci.

Chi si aspettava una Salernitana già radicalmente cambiata, nell’anima e e soprattutto nella tenuta fisica e mentale, chiaramente non ha visto rispettate le sue aspettative.

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Aspettative, però, estremamente temerarie perché ci si dimentica da dove i granata provengono. Da un terzo posto con 50 punti, ma anche da una staticità tattica e da pigrizia tecnica che l’ha portata a prendere schiaffi passivamente, senza nemmeno reagire.

Cosmi ha iniziato a lavorare anche su quest’aspetto mentale. A Cosmi bisogna dare il tempo giusto per lavorare. Non ha molto tempo, come detto, ma deve anche acquisire la consapevolezza di cosa può o non può fare questa squadra. Dove può arrivare, invece, lo sa benissimo Toscano con il suo Catania.

Il primo dei due match di fuoco in trasferta, contro terza e prima in classifica, è stato archiviato con un pari. Hanno attaccato, gli Elefanti, ma sono sembrati meno in palla del solito. O, meglio ancora, sembravano avere delle palle al piede, viaggiavano in prima marcia senza mai cambiarla.

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Il loro secondo incontro di cartello in cinque giorni ci sarà giovedì 5 marzo, questa volta in terra sannita, al cospetto di un Benevento che, espugnando Potenza, ha allungato ulteriormente il suo passo sui siciliani, gustandosi, passo passo, la tensione big-match con ben 7 lunghezze di distanza.

Un vantaggio che fa stare molto tranquilla la Strega sognatrice del ritorno in B.

IL TABELLINO

Salernitana (3-5-2)

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Donnarumma; Berra, Matino, Arena; Villa, Capomaggio, Gyabuaa, Longobardi (1’ s.t. Anastasio); Achik (1’ s.t. Quirini); Lescano, Molina (77’ Antonucci)

All. Cosmi

Catania (3-4-2-1)

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Dini; Pieraccini, Miceli, Di Noia (88’ Corbari); Casasola, Corbari, Quaini (88’ Di Tacchio), Donnarumma; Jimenez Castillo (64’ Bruzzaniti), D’Ausilio (80’ Caturano); Rolfini (64’ Lunetta)

All. Toscano

Arbitro: Mazzoni di Prato

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Ammonito: Arena (S)

Recupero: 4’ primo tempo; 4’ secondo tempo

(Foto: Depositphotos)

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