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Torino, Baroni esonerato: D’Aversa in pole

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Barone Torino
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L’ennesima disfatta stagionale del Torino non poteva restare senza conseguenze. Il pesante 3-0 dell’ultima giornata non rappresenta soltanto una sconfitta, ma la fotografia più fedele dello stato attuale della squadra: fragile, smarrita e incapace di reagire proprio nelle partite decisive.

La dirigenza granata ha deciso di intervenire. Il presidente Urbano Cairo, insieme al direttore sportivo Gianluca Petrachi, ha avviato il cambio tecnico: Marco Baroni è stato sollevato dall’incarico e manca soltanto l’ufficialità della separazione.

In campo si è visto un Torino senza identità tattica e soprattutto senza la necessaria intensità emotiva richiesta dalle gare salvezza. La squadra ha interpretato male una partita fondamentale e il risultato finale ha confermato una crisi che non è più episodica ma strutturale.

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Classifica e pericolo Serie B sempre più concreto

La lotta per non retrocedere entra ora nella fase più delicata della stagione. Il Torino resta aggrappato al margine minimo consentito soprattutto grazie agli incroci complicati delle dirette concorrenti, ma affidarsi ai risultati degli altri non può essere una strategia duratura.

Il dato dei 47 gol subiti racconta una fragilità difensiva cronica, ma è l’atteggiamento a preoccupare maggiormente: pochi tiri, scarsa aggressività e una squadra che sembra incapace di reagire agli episodi negativi della partita.

A parlare è stato Nikola Vlasic, uno dei pochi a metterci la faccia dopo l’ennesima figuraccia.

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“Dobbiamo guardarci negli occhi perché siamo in una situazione difficile, dobbiamo accettare la posizione in classifica che abbiamo e si tratta di una situazione che non ho mai vissuto”.

Le parole del trequartista fotografano perfettamente il problema principale: una rosa poco abituata alla lotta salvezza e impreparata mentalmente a una battaglia che richiede caratteristiche completamente diverse rispetto a campionati di metà classifica.

Esonero Baroni: una decisione inevitabile

Il rapporto tra l’allenatore e l’ambiente era ormai compromesso. La squadra non reagiva più agli stimoli e il cambio in panchina è diventato l’unico tentativo possibile per invertire la rotta prima che la situazione degenerasse definitivamente.

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La gestione Baroni non è mai riuscita a trovare continuità. Il Torino ha progressivamente perso equilibrio tattico, sicurezza difensiva e leadership in campo, scivolando fino alle zone più pericolose della classifica. Per la società si tratta dell’ennesimo esonero dell’era Cairo in un momento di emergenza sportiva.

Roberto D’Aversa verso la panchina del Torino

Salvo sorprese, il nuovo allenatore sarà Roberto D’Aversa, reduce dall’esperienza all’Empoli nella scorsa stagione. Il tecnico è stato scelto per guidare una missione precisa: salvare il Torino nei prossimi tre mesi.

La società ha individuato in lui un profilo pragmatico, abituato a lavorare in contesti complicati e capace di costruire squadre compatte. Nell’ultima stagione era riuscito a portare l’Empoli fino alla semifinale di Coppa Italia eliminando la Juventus ai quarti, ma non era bastato per evitare la retrocessione. Questa volta il club granata pretende il risultato opposto.

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Obiettivo salvezza: cosa deve cambiare subito

Il Torino dovrà cambiare immediatamente mentalità. Servirà una squadra pronta alla battaglia, capace di accettare partite sporche e di sacrificio. La priorità diventa la solidità difensiva, perché senza ridurre i gol subiti non esiste margine di recupero in classifica. Allo stesso tempo sarà necessario trovare riferimenti chiari nello spogliatoio, leader in grado di trascinare il gruppo nei momenti di maggiore difficoltà.

Il Torino non può più permettersi calcoli o attese: servono punti immediati. I prossimi tre mesi decideranno non solo la categoria, ma anche il futuro tecnico e progettuale del club.

(Foto: DepositPhotos)

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