Calciomercato
Lazio: anno nuovo, vecchi problemi
Dopo un primo sussulto che aveva fatto sperare in una sessione di mercato finalmente produttiva, la realtà è tornata a farsi sentire. A due settimane dall’apertura del mercato, la Lazio ha salutato due titolari importanti e ha reinvestito solo la metà del ricavato per acquistare due giovani di belle speranze.
Chi si aspetta che la società investa anche la parte restante dei soldi rimarrà deluso. I 30 milioni di plusvalenza serviranno a coprire il deficit che ha portato al blocco del mercato e a rientrare nei parametri dell’indice del costo del lavoro allargato, che entrerà in vigore dalla prossima estate.
Prima di parlare di nuovi acquisti, però, alla Lazio servono altre cessioni. In prima fila ci sono tutti quei giocatori che non rientrano nel progetto tecnico: basta guardare chi ha meno minutaggio, chi è fuori lista o chi non viene convocato.
Su tutti bisogna menzionare Gigot, Hysaj, Tavares, Belahyane. Eppure questi elementi continuano a pesare in modo significativo su un bilancio biancoceleste già striminzito. Senza liberarli, nuovi innesti non sono possibili.
In questo contesto pesa la posizione del direttore sportivo Fabiani che, dopo oltre sei mesi di ferie forzate, non è ancora riuscito a piazzare nessuno degli esuberi.
Sul fronte dei possibili rinforzi, oltre a un necessario svecchiamento, servirebbe intervenire nei ruoli che oggi non garantiscono un livello adeguato (come ad esempio la batteria dei terzini).
La vera voragine, al momento, resta quella lasciata dalla partenza di Guendouzi.
Taylor rappresenta una mezzala sinistra di qualità, un profilo che alla Lazio mancava dai tempi di Sergej e Luis Alberto, ma non basta.
Serve con urgenza un centrocampista di quantità da affiancare a Rovella (o Cataldi) e Taylor, per dare equilibrio e sostanza a un reparto ad oggi incompleto.
(Foto: Depositphotos)
