ANGOLO INTER-Tutta l’amarezza degli addii

Angolo del tifoso Focus On Htest Inter
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Uno si illude di averci fatto l’abitudine dopo un po’ e poi, puntualmente, crolla di nuovo nella stessa routine di rabbia e delusione.

Eppure sono anni che è così, basta vedere anche le ultime settimane.

La grande, effimera, gioia della vittoria contro l’imbattibile Napoli viene troncata immediatamente dal discusso pareggio di Monza.

E adesso di nuovo, non viene data nemmeno una settimana di gioia per la netta e meritata vittoria di Riyad che si crolla di nuovo nei vecchi usi.

Invettive, contro giocatori svogliati e allenatore confuso, e delusione verso un’altra stagione di competitività che cala vistosamente.

Anche perché, per quanto si parli di sostenibilità e competitività, la rosa sta perdendo pezzi ogni anno.

Di quell’undici che ha fatto battere i cuori nerazzurri e conquistato il diciannovesimo scudetto, a giugno rischiano di restare in quattro (con l’incognita Brozović). E sono passati due anni, non dieci.

L’Inter vista stasera è irriconoscibile. Passa più tempo attorno alaleniteo, a gridare al fallo e a protestare, che a giocare effettivamente a calcio.

0-0 o 0-1 poco cambia, perché la solfa è la stessa: quando c’è da stupire partendo da sfavoriti l’Inter vola, ma quando c’è da dimostrare di essere i più forti dove sono i campioni?

È una domanda alla quale non tocca a me rispondere, ma a qualcuno più in alto.

A chi a inizio stagione parla di rosa completa e poi non sa come mettere una pezza alle emergenze. A quello che dovrebbero raddoppiare per ripartirea guida salda dell’Inter ma, di soldi, non ne mette da anni.

A chi, nonostante l’apparente grande esperienza, non trova un giovane da solo dai tempi di Pioli in panchina.

A chi porta sponsorship inadempienti, che mettono nei guai le entrate e il proseguimento della stagione, già difficile di per sé.

Dal discorso Skriniar vorrei astenermi, almeno in questo articolo. Perché da un lato penso che i due schieramenti (chi imputa colpe alle società e chi attacca il giocatore per mancata chiarezza) abbiano in parte ragione entrambi.

Voglio solo esprimere il mio rammarico. Rammarico per una storia grandiosa, iniziata nell’incertezza generale, a partire dai giornali (ve lo ricordate lo “Skriniar chi? Dal rosso allo Stadium ai venti milioni”), e che termina forse con un’altra espulsione, sia da San Siro in occasione di una pessima sconfitta sia da Milano in generale.

Una fine che non dà giustizia a quanto fatto dallo Slovacco in nerazzurro.

Ed è per questo che, malgrado tutto, io voglio ringraziare Milan Skriniar e, se così dovrà essere, augurargli le migliori fortune a Parigi.

Rimane la consapevolezza che, di tutti i modi in cui poteva arrivare, questo è l’addio più amaro di tutti.

(Foto: LBDV)

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