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Napoli, Pastore: “Riprogrammare con i giovani per vincere, ma mettendo al centro il bilancio”

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Il Napoli nel corso dell’ultimo periodo è al centro di numerose voci bollenti: rinnovi in sospeso, malumori dei calciatori, e anche inchieste penali che riguardano il presidente . Noi abbiamo avuto il piacere di fare una breve intervista al noto giornalista Adriano Pastore con il quale abbiamo analizzato la situazione attuale e futura del club.

Buongiorno Dottor Pastore,  partendo da una dichiarazione che fece Benitez nel 2015 quando disse “Per vincere qualcosa a Napoli tutti devono remare nella stessa direzione” e posto che il diritto alla libertà di manifestazione del pensiero e il diritto di cronaca sono tutelati dalla Costituzione, come può la stampa, secondo lei, sostenere la squadra e non remarci contro?

“Allora Benitez diceva precisamente “spalla a spalla”, quindi  essere proiettati tutti allo stesso obiettivo. A Napoli è abbastanza complicato come a Roma. Queste piazze molto calde, molto esigenti, si spaccano facilmente. Sono molto individualiste. Quindi penso che il problema sia proprio a monte, nel tessuto sociale della città e quindi chiaramente si riflette anche in quello poi giornalistico. Personalmente penso che questa cosa non cambierà mai però, ma è anche che il caso di ribadirlo questo concetto. Quanto meno per passarlo in maniera sempre più efficace ai tifosi. In questa città, si è in tanti emittenti, tanti siti, tanti giornali. Per cui è facile anche che i tifosi vengano condizionati.

E’ chiaro che la stampa deve fare il proprio mestiere, quindi se c’è qualcosa che non va deve sottolinearlo. Però capisco quello che intendi perché a molti sembra quasi gratuita la punzecchiatura. C’è anche da capire che molti devono portare il pane a casa e quindi ci sta che vadano a cercare qualcosa anche forzando un po’ la mano. Secondo alla fine, è tutto nelle regole di questo gioco del calcio.”

Anche alla luce della pratica che sta reiterando la società, quella cioè di portare i propri giocatori chiave e immagine a scadenza, pensa che questo circuito vizioso società-stampa sia destinato a continuare ?

“Questo circuito che c’è da anni è legato anche al modo discutibile di comunicare della società. Le scelte societarie, come quelle di arrivare a fine anno con l’incertezza di chi comporrà la squadra il prossimo anno inducono la stampa ad osare su tali argomenti. Seppur apparentemente eh… perché comunque all’esterno non sappiamo quali sono i fatti. Dunque sia per poca chiarezza della società nelle comunicazioni, sia per una stampa che come detto poc’anzi punzecchia gratuitamente per tutto si va a creare questo corto circuito che influenza la tifoseria, creando anche molti malcontenti.

Questa cosa fa capo sempre al tessuto sociale, al carattere di una piazza che ribolle sempre. Per cui è molto complicato. Quando si parla di  “piazza difficile” si intende spesso anche questo genere di problematiche: la stampa che pressa e la società che non si esprime in maniera sempre chiara. Probabilmente con più di chiarezza si riprendono un po’ di problemi. E’ una questione vecchia (tra l’altro) non è sicuramente di quest’epoca. Io sono, oramai, un po’ di anni che sto nel settore e quando precedentemente seguivo da ragazzino il calcio- Sono soggetti che cambiano, ma le dinamiche sono sempre le stesse.”

Secondo lei, individuare una figura che rappresenti in tutto e per tutto la piazza, e che possa fare da collante tra una società “distante” e gli addetti ai lavori potrebbe essere il tassello che manca per poter essere tutti “spalla a spalla”?

“Sicuramente aiuterebbe, ma non sono convinto che questa sia una soluzione per poi risolvere le cose definitivamente: Il Napoli è una piazza molto identitaria. Addirittura il presidente De Laurentiis ha portato a Napoli personaggi di un certo calibro come Rafa Benitez e Ancelotti, insomma gente che difficilmente si è vista da queste parti e pure non ci sono state remore ad attaccarli. In alcuni casi la tifoseria e la stessa stampa li hanno ridicolizzati. Quindi anche l’ex calciatore, per quanto possa rappresentare un punto di riferimento per il mondo Napoli, non so se durerebbe tanto. Ripeto, la piazza è complicata e probabilmente la strada più semplice sarebbe quella di comunicare con molta più semplicità e chiarezza, invece di andare allo scontro.

Spesso, nello specifico, De Laurentiis va allo scontro con i tifosi, con la stampa. Perché è nel suo carattere e nel suo modo di fare. Insomma, a qualcuno piace, a qualcuno no. Io penso che bisognerebbe essere più chiari e comunicare con correttezza i propositi e gli obiettivi della società.”

Una figura che sia di raccordo, potrebbe portare una maggiore serenità nei rapporti tra il presidente de Laurentiis e i calciatori? Potrebbe semplificare il dialogo anche in vista dei rinnovi?

“Si , ripeto, migliorerebbe la situazione. Sicuramente potrebbero giovarne tutti fino a raggiungere un equilibrio. Però è più complicato di quanto poi appare. Perché appunto il grande problema che affligge purtroppo Napoli è lo scontro tra buona parte della piazza e della tifoseria, e De Laurentiis. Poi i giocatori, soprattutto a Napoli vivono comunque a contatto con persone di questa città con cui instaurano anche bei rapporti di amicizia, per cui si sviluppa questa dinamica che porta verso la distruzione.

Queste cose però succedono ovunque. La differenza è che qua vengono fuori, mentre da altre parti no. Insomma, rimangono in società e nessuno ne parla. Proprio perché qui c’è la pressione, la voglia di calcio è tanta. Ci sono tante emittenti, tante radio, TV, i palinsesti sono strapieni di calcio per cui viene fuori sempre qualcosa. E quindi diventa difficile tenere a bada tanti galli a cantare.

Nell’ottica di voler esportare il brand Napoli nel mondo lei intraprenderebbe la stessa strada della società decidendo di non rinnovare gente che è conosciuta e rappresenta la stessa società a livello globale?

“Dobbiamo sempre tenere presente che la SSC NAPOLI è una società che si autofinanzia, quindi la dinamica è sempre la stessa:  Entra uno e ne esce un altro, questo è il modus operandi.  Fino a qualche anno fa si pensava potesse essere cambiato visti anche i giocatori che il club ha iniziato a trattare e le cifre che ha spenso per portarli all’ombra del Vesuvio. Il Napoli ha spinto sull’acceleratore al massimo delle sue possibilità se pensiamo ad Higuain del Real Madrid. Ha continuato con quei calciatori fino quando ha potuto. Poi due anni senza Champions in una società come il  Napoli che si autofinanzia penso siano stati molto complessi da gestire. Sicuramente la società deve mettere i conti a posto e rendere la situazione gestibile e sostenibile.

Quindi il Napoli, la società, ha comunicato ai calciatori che la situazione non era più sostenibile per cui andavano rivisti gli ingaggi. Ora ci sono calciatori che vanno a scadenza e secondo me, se non ci si accorda, qualcuno andrà via a zero e qualcuno sarà venduto. Probabilmente capiterà qualche offerta irrinunciabile e il Napoli potrebbe approfittarne per fare cassa. Sicuramente hanno sott’occhio dei profili per sostituire gli eventuali partenti.

La situazione finanziaria non è semplicissima, il Napoli è una società che si autofinanzia. Però io ho fiducia e  penso che riusciranno a sistemare tutto nelle prossime settimane perché comunque quest’anno il campionato comincia presto in quanto ci saranno i mondiali in inverno. Già nella prossima settimana si comincerà ad avere un’idea precisa di quello che sarà poi il Napoli della prossima stagione.

Il brand del Napoli penso sia già al massimo delle sue potenzialità. Ha fatto grande Champions fino a 2 anni fa. Si sono messi sempre in vetrina i calciatori eppure non sono stati venduti. Parliamo nello specifico di calciatori come Koulibaly, che ogni anno sembravano essere dati per partenti invece poi sono rimasti. Non penso sia quello che hanno loro in mente, “mettersi in vetrina” perché il Napoli già ha la sua in Europa. In  questo momento per il bene del Napoli la cosa principale sia quella di mettere a posto i conti per riprogrammare con profili giovani come  Kvaratskhelia. Si ritorna un po’ alle origini”.

(Foto: LBDV)

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