Balasini e Guernieri (Casalmartino): “Non eravamo accreditati alla vittoria finale” (ESCLUSIVA)

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Il Casalmartino del ritrovato calcio all’italiana, formazione mantovana nata solo nel luglio scorso, festeggia la vittoria nel campionato di Promozione girone B e si affaccia fiducioso all’Eccellenza dove intende ben figurare. Una cavalcata trionfale quella della formazione guidata da mister Maurizio Arvani e testimoniata da numeri impressionanti: primo posto con 56 punti (quattro sulla seconda, otto sulla terza), primato nel numero di vittorie (18), nel minor numero di sconfitte (2), nel numero di gol fatti (64), nel minor numero di reti subite (18) e nella differenza reti (+46). Sempre capolista dall’inizio alla fine eccetto una domenica. Numeri che parlano da soli.

“E pensare che non siamo certo partiti favoriti”, interviene il direttore sportivo Michele Balasini. “Nessuno – conferma il presidente Marzio Guerneri – ci accreditava per la vittoria finale che invece è arrivata grazie al grande lavoro di squadra fatto, alle ragazze, al mister a tutto lo staff. Riozzese, Villa Valle e Brugherio erano partiti in prima fila, noi a fari spenti e l’abbiamo spuntata noi. Come società, nata un anno fa a Casale in via San Martino da cinque amici, siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto”.

I numeri, sempre loro, parlano chiaro. Il Casalmartino è una squadra che subisce poco, segna molto, molto forte in trasferta e che domina nella ripresa quando le ragazze mantovane, a differenza delle avversarie, hanno ancora forza nelle gambe. Una squadra fisica che fa dell’agonismo e della garra la propria cifra calcistica.

“Anche se fuori siamo andati meglio che in casa (30 punti contro 26, ndr) non mi sento di dire che siamo una squadra da trasferta – chiarisce Balasini –. Anche perché talvolta gli episodi determinano il corso delle partite. Piuttosto è vero che tanti successi sono maturati nella ripresa, questo sì, lo confermo”.

Il tecnico ce lo spiega meglio: “Per me la preparazione atletica è fondamentale. Le ragazze hanno accettato di lavorare in modo molto pesante sulla preparazione in settimana in modo da arrivare alla partita con il pieno di benzina. Così mentre le avversarie nella ripresa si eclissano, le nostre corrono senza problemi fino alla fine”.

 E poi, aggiunge Arvani, “noi giochiamo all’italiana e non me ne vergogno di certo: libero staccato dagli altri difensori, pressing a tutto campo, anche alto, tanta voglia di vincere, non si molla mai”. Giocando così, a dispetto degli esteti del possesso palla, i risultati sono arrivati, eccome. Il Casalmartino ha incassato poche reti semplicemente perché poche volte le avversarie riescono ad andare alla conclusione, il pressing a tutto campo con marcature praticamente a uomo fa il resto.

Ancora Arvani: “Se tutti fanno la stessa cosa (possesso palla, ndr), per vincere devi essere tecnicamente migliore. Ma se non lo sei, e forse noi non lo eravamo rispetto ad avversari più quotati di noi, allora hai una sola cosa da fare: giocare in modo diverso rispetto agli altri. Così, per prendere le contromisure ci impiegavano novanta minuti e noi intanto la partita l’avevamo già portata a casa”. Può piacere o meno ma i fatti hanno dato ragione a questi “italianisti” del Casalmartino. “A fine campionato – confessa Arvani – mi hanno chiamato i presidenti dei nostri avversari e mi hanno detto che abbiamo insegnato loro come si fa a vincere. Il complimento migliore che potevano farmi”.

Ora c’è il ritorno di Coppa contro il Lecco che nel Mantovano ha vinto di misura. “Ci giochiamo la nostra partita – avverte Balasini -. Possiamo ancora farcela ma non faremo drammi se passeranno le lecchesi, che è certamente un’ottima squadra”. E soprattutto l’Eccellenza da preparare per la prossima stagione. La parola torna quindi al Ds: “Siamo già al lavoro per rafforzare l’ossatura di questa squadra con qualche innesto di categoria e qualche buon prospetto dalle formazioni Primavera”. Chiude, come si conviene, il presidente Guernieri: “Il nostro è un progetto tri-quadriennale. Saliamo di categoria senza proclami ma con la consapevolezza che ci giuocheremo le nostre carte. Ripeto, senza proclami, ma vogliamo ben figurare con un campionato tranquillo e dignitoso”.

Il Casalmartino del ritorno del calcio all’italiana, fatto senza la “vergogna” di dirlo, insomma guarda avanti, fiducioso che il lavoro e il sacrificio, nel calcio come nella vita, alla fine pagano. Ed è sempre il campo a dire l’ultima parola.

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