Napoli, senti l’ex compagno di Spalletti: “Luciano crede nello scudetto! Il goal di Kessié? Da annullare” (ESCLUSIVA)

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In occasione di Napoli-Spezia, abbiamo contattato Andrea Telesio, ex attaccante dello Spezia, nonché compagno di squadra, all’epoca, di Luciano Spalletti, (anni 85-89) ora allenatore del Napoli, per parlare del momento delle due squadre e della serie A.

“Sono molto legato al mio periodo in maglia bianca. Ricordo con piacere quegli anni in riva al golfo dei poeti. I compagni di squadra, il mister Carpanesi e soprattutto i tifosi. Che ancora oggi mi testimoniano il loro affetto. Siamo entrati nel cuore dei tifosi spezzini, non solo perchè vincemmo il campionato di C 2, ma soprattutto per gli ostacoli che dovemmo superare. L’arresto del presidente (Rossetto). La mancanza di soldi. I tifosi che facevano la colletta per pagarci le trasferte e l’albergo. Eravamo però tutti uniti. La gente era con la squadra. E la squadra era un tutt’uno con la gente.

Napoli contro Spezia: che partita sarà?

“La testa dice uno, il cuore spera in un X. Sulla carta se il Napoli farà il Napoli, non ci sarà confronto. Però nel calcio mai dire mai. Vedi cosa è accaduto proprio nella partita del campionato scorso, dove lo Spezia vinse a sorpresa. La bellezza del calcio sta proprio in questa sua imprevedibilità. Non si può mai dare niente per scontato. Spalletti prepara benissimo le partite. E’ un allenatore maniacale, attento ai dettagli. Studia tutto con i video, gli schemi, i rapporti del match analist. Non prende mai nessuno sottogamba. Una volta andai a trovarlo ad Empoli. All’epoca studiavo per diventare allenatore. Mi disse: “Il calcio è come una partita a scacchi. A una mossa dell’avversario, corrisponde una contromossa”. Ricordo ancora la partita che vinse contro la Roma di Zeman e lo stratagemma tattico che adottò per neutralizzare il pressing avversario con palla coperta. La palla doveva essere appoggiata velocemente all’esterno e poi calciata in avanti per gli inserimenti in velocità.

Come arriva lo Spezia? Si rincorrono le voci di un possibile esonero di Motta

“Purtroppo l’allenatore è il primo a pagare quando i risultati non arrivano. La stagione dello Spezia è iniziata tra mille difficoltà. Il ritiro estivo, saltato per la quarantena legata al focolaio Covid, ha inciso sulla preparazione fisica. Gli infortuni. Il blocco del mercato che è di fatto una spada di Damocle sulla stagione dello Spezia. Altre squadre più potenti (Manchester City) se la sono cavata con una multa. Lo Spezia ha pagato il fatto di non essere una squadra blasonata.

A tutto questo aggiungiamo la poca esperienza del mister e l’arrivo di tanti giocatori giovani. L’allenatore lavora col materiale che ha a disposizione, poi al resto deve pensare anche la società. Non mi pare, ma potrei sbagliare, di aver mai letto di una presa di posizione da parte della società a favore di Motta. Anche le voci su presunti attriti all’interno dello spogliatoio, lasciano il tempo che trovano. A volte poi non sono neanche veritiere. Occorre di certo fare quadrato. Quando ci sono dei problemi nei rapporti tra il mister ed alcuni giocatori, bisogna confrontarsi nel chiuso dello spogliatoio, usando anche la “zappa” come diciamo noi. Senza far trapelare nulla all’esterno.

Poi una volta chiariti, bisogna remare tutti dalla stessa parte. L’importante naturalmente è capire se i giocatori seguono ancora l’allenatore”.

Tu che  conosci Spalletti, sotto sotto ci crede nello scudetto?

Credo di si, specie all’inizio il Napoli viaggiava a mille. La squadra favorita per il campionato per me resta l’Inter. Con la regola delle cinque sostituzioni, chi ha l’organico, la panchina più forte alla lunga vince. La regola delle cinque sostituzioni, introdotta per l’emergenza Covid, ha stravolto le partite. Ed ha acuito ancora di più la differenza tra le grandi e le piccole. Per avere un maggiore equilibrio occorrerebbe ritornare alle tre sostituzioni. Ci sarebbe più competizione.

L’episodio del goal annullato a Kessie, cosa ne pensi?

A termini di regolamento il goal era da annullare. Però se dovessi usare il “regolamento del buon senso” mi senitrei di dire che il goal è regolare. A mio avviso sarebbe utile per far comprendere alcune decisioni arbitrali, dare la possibilità agli arbitri di intervenire nel dopo partita, in conferenza stampa. Ci sarebbe più comprensione degli episodi.

Finiamo con il ricordo di una foto tua con Maradona nella partita di Coppa Italia tra Spezia e Napoli

“Da un punto di vista personale, il punto più bello e alto da calciatore (oltre alla vittoria del campionato con lo Spezia naturalmente). Strinsi la mano da capitano e rappresentante di una città al capitano di un’altra città. In più aggiungiamo il fatto che di fronte avevo Maradona. Non c’è bisogno di aggiungere altro…”

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