ANGOLO SPEZIA – Il principe e la bella addormentata

Angolo del tifoso Focus On Spezia
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Una giornata lunghissima quella vissuta oggi dai tifosi dello Spezia. Tanta era l’attesa caratterizzata dalla voglia di fare il passo decisivo verso la salvezza, che la città intera ha scandito ogni momento fissando di continuo l’orologio. Si sentiva addirittura nell’aria quel “profumo” piacevole di possibile impresa che avrebbe potuto fare la storia.

Una pagina da scrivere nell’album dei ricordi più belli. Italiano, rispetto alla partita col Napoli, ne cambia addirittura nove per cercare di mettere in campo maggiore forza e freschezza. La Samp, all’inizio, sembra la bella addormentata ma, a differenza della favola – mai così citata come in questi giorni – non è un bacio a risvegliarla bensì il gol di Pobega, che si traveste da principe bianconero portando in vantaggio gli aquilotti. Anzi, a dirla tutta, la principessa blucerchiata attraversa ancora un momento di torpore del quale non riesce ad approfittare Farias per segnare la rete della tranquillità relativa. Il pareggio di Verre ci fa ricordare tutta la “simpatia” che il buon Cicerone nutriva per l’omonimo romano del centrocampista doriano.

La partita assume i connotati di chi siede nella sala d’attesa di un dentista, diviso tra la voglia di togliersi il dente e il timore di provare troppo dolore. Lo Spezia prova a segnare la rete che significherebbe salvezza matematica ma, allo stesso tempo, non riesce ad avanzare la linea difensiva per neutralizzare le pinze e il trapano di Quagliarella e soci. Il palo colpito a porta vuota da Farias ha la stesso grado di difficoltà di centrare la fontana di Trevi con una monetina da un metro di distanza. Neanche il tempo di strapparci le vesti come Caifa nel sinedrio, che Pobega segna ancora col piede che di solito usa per premere l’acceleratore quando guida.

Dura poco la salvezza matematica. Il pareggio di Keita fa imprecare tutto il golfo, da Portovenere a Tellaro. Il pareggio rimanda ogni discorso di mantenere la categoria agli ultimi centottanta minuti. Con Torino e Roma due partite da vivere col cuore in gola.

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