#SOCIALVLAD – Diciannove Marzo

Rubrica Social
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Forse sono lontani i tempi in cui ritagliavamo cravatte nella carta crespa, le decoravamo con quei glitter appiccicosi che restavano addosso per anni, chissà che fine hanno fatto quelle creazioni postmoderne, dimenticate nei meandri in qualche cassetto che solo le nostre madri sanno. L’età adulta ci impone di lasciare ai nostri (vostri, anzi) figli l’incombenza della decorazione e delle forbici a punta arrotondata, ma dentro di noi l’età è solo una convenzione sociale. Adulti quanto si tratta di mutuo, di smart working, di dover far quadrare i conti a fine mese. Bambini mai cresciuti quando ogni diciannove di marzo, dovunque noi ci troviamo, e dovunque loro siano, il nostro cuore ritrova il guizzo di quando ci svegliavamo la mattina con l’unico obiettivo di guardare la faccia dei nostri padri mentre toglievano il cellophane dal lavoretto appena portato da scuola.

E con la faccia ancora sporca di zucchero a velo dopo la spropositata dose di zeppole, guardare una partita. Perché non c’è modo migliore di festeggiare un giorno speciale in cui non possiamo fare a meno di condividere l’amore che ci lega, incluso quello per la nostra squadra del cuore. “Di padre in figlio”, ma non necessariamente. L’amore di una passione del genere tramandata è enorme, ma provate a pensare ai padri interisti che portano i loro figli innamorati di Maldini in gita a Milanello.

E che dire di quelli napoletani, silenziosi nel dover guardare le partite della Juve e nel comprare maglie bianconere per far contenti i propri pargoli, stregati da Cristiano Ronaldo, o da Del Piero, per i più stagionati. Pensate alle decine e decine di derby di Roma che si vivono nelle stesse case, pensate a quei padri per cui il calcio è lontano anni luce e che si trovano costretti a non potersi guardare un film in santa pace perché la tv in salotto è occupata dagli eredi ipnotizzati da una rabona.

“E si chest nunn’è ammore
ma nuje che campamme a ffà?”

Perché del resto non conta, non contano i colori, contano gli occhi con cui ci si guarda.

Che quando si tratta di padri e figli, se guardate bene, si vedono tutti i colori del mondo.

Auguri papà.