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SATYRIGOL – Ecco chi si cela dietro Andrea Pirlo

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Tempo di lettura: 3 minuti

Sarà la classe, sarà lo charme, sarà l’acconciatura eppure questa versione da coach di Andrea Pirlo mi sembra familiare. Giambattista Vico ci aveva visto lungo: la storia è ciclica e prima o poi tutto ritorna.

DAY 1: IL MODULO

Primo giorno di investigazioni. Il nuovo allenatore Andrea Pirlo si presenta al mondo con svariati moduli: l’ex centrocampista usa la difesa a tre e prova il 3-5-2 con un trequartista e una seconda punta ad affiancare Ronaldo. Dunque possiamo escludere la mano di Antonio Conte che pur di non usare Eriksen dietro le due punte ha preferito metterlo davanti la difesa per dargli il contentino. Ed ora pare persino che gli piaccia.

DAY 2: IL RIBALTONE

La Juventus soffre all’inizio e poi comincia a vincere. Porta a casa partite importanti ma si arrende davanti alle “piccole”. Goal verso il novantesimo minuto, Ronaldo si sacrifica fino in difesa per prendere palla e permettere alla squadra di ripartire. Nonostante le situazioni di svantaggio la Juventus riesce al cardiopalma a ribaltare la situazione e ottenere, alla fin fine, i tre sudati punti. Questa scena mi sembra di averla già vista. Seguiranno ulteriori aggiornamenti su Andrea Pirlo.

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DAY 3: JUVE SCHIACCIANTE

Questa Juventus vince e convince. Andrea Pirlo si è accorto che qualcuno sta indagando su di lui e ha deciso di cambiare stile di gioco. Ora la Juventus è più cinica ma vince comunque. Qualcuno vuole farmi credere che dietro di lui si nasconda Allegri ma grazie all’agente Octopus Kera sono sicuro che Allegri e Pirlo erano in due posti diversi nei momenti della partita. Tuttavia, uno dei sospettati continua a non essere individuato. Le Voglio vederci chiaro.

DAY 4: SENZA CATTIVERIA

Sono quasi giunto alla soluzione! Ha provato a nascondersi tutto questo tempo ma io l’ho visto! La Juventus ha giocato bene, soffrendo in difesa per poi perdere a causa della mancanza di cattiveria contro un Napoli orrendo. Le lamentele post-partita, l’attribuzione delle colpe a terzi, l’impermeabile scuro. Sì, ora il quadro della situazione è chiaro. Mercoledì 17 febbraio andrò a vedere Porto – Juventus travestito da Fabio Caressa. Se la sicurezza non mi crederà, dirò: “Tiettelo Cancelo, non vale come Lazzari della Lazio”.

DAY 5: IL RAPIMENTO.

È andato tutto secondo i piani. Li ha schierati con un 4-4-2 ma in fase di impostazione Rabiot scendeva a fare il terzo centrale per far girare palla. Hanno vinto 3-0 contro il Barcellona ma sono andati in difficoltà con il Porto. Lo attenderò all’uscita dello stadio, ho già preparato un tranello negli spogliatoi. Questa sera rapirò Andrea Pirlo.

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DAY 6: CADE LA MASCHERA

Tutti lo avevano dato per disperso ma non io. Curioso che non abbia accettato nemmeno il Marsiglia, vero? Beh, perché non poteva. È già sotto contratto con la Juventus ma Agnelli non lo sa! Anche se ora si spiega l’improvvisa attrazione per Pirlo… È solo perché sotto quella maschera barbuta si poteva annusare la colonia da ex allenatore del Napoli. Una volta rapito Andrea Pirlo, ho puntato una torcia sulla sua faccia, lui mi guardava sconvolto. Ho messo una mano dietro i suoi capelli e ho notato che c’era un laccettino. L’ho sfilato e la maschera è caduta. Ed ecco svelato l’arcano:

 

 

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Fonte foto: twitter Torino

Dietro Andrea Pirlo si cela in realtà: Walter Mazzarri.

 

 

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