Atalanta
Gomez-Atalanta, fantastico finché è durato
Non saranno di certo gli ultimi due mesi a cancellare sei anni di amore e gioie: il rapporto tra Alejandro Gomez e l’Atalanta è stato fantastico finché è durato. Tutto, però, è finito in un freddo novembre, in un anno bisestile e in un’emergenza pandemica.
Poco fa, è arrivata l’ufficialità del passaggio del classe 1988 al Siviglia. Un addio che, ambo le parti, avevamo immaginato in maniera diversa. “Sono triste e anche contento. Rifarei tutto quello che ho fatto dal primo giorno a Bergamo, abbiamo fatto la storia di questa società ora al top in Europa. I tifosi mi mancheranno tanto – ha detto il Papu poco prima di imbarcarsi per la Spagna – Bergamo è nel mio cuore, è la mia città. Ci rivedremo presto, sicuramente. Ho già parlato con i Percassi e sanno cosa penso. Voglio bene a tutti. Certo, anche a Gasperini”.
BAILA COMO EL PAPU
Papu Gomez è cresciuto con l’Atalanta. L’Atalanta con il Papu. Il connubio che si era creato tra le parti era andato anche al di là del denaro. L’argentino, rinato con Gasperini, ha rifiutato diverse offerte per cercare di conquistare la Champions League con la Dea. Prima l’Europa League, poi la storica qualificazione nella massima competizione europea per due anni di fila.
Gian Piero Gasperini è il comandante e il condottiero, il Papu Gomez è il fido capitano che si carica la squadra sulle spalle. Cresce l’affiatamento tra i due. L’argentino diventa il protagonista del tormentone “Baila como el Papu” del trio comico “Gli Autogol“. Una melodia coinvolgente, tanto da “catturare” anche un sessantatreenne restio come il Gasp:
Anche #Gasperini balla la #PapuDance #TheTwoMenShow #CMdiretta pic.twitter.com/ARVON1qFUb
— calciomercato.com (@cmdotcom) May 15, 2017
Tutto sembra andare per il meglio: l’Atalanta fa passi da gigante in Italia e in Europa. L’ambiente acquisisce mentalità, la società opera in maniera egregia, viene ristrutturato il Gewiss Stadium, dando una verve moderna all’Atletico Azzurri d’Italia. Poi, all’improvviso…
LA ROTTURA
Qualcosa inizia a non andare. Il Papu Gomez si lamenta ai microfoni di Sky Sport che qualcosa non va, magari riferendosi anche alle troppe sostituzioni e ad un inizio di stagione altalenante. La situazione sembrava sotto controllo, fino alla rottura definitiva. Uno scontro – forse anche fisico – mette fine all’idillio tra l’argentino e Gasperini. La famiglia Percassi prende le parti del proprio allenatore e il Papu viene praticamente messo fuori squadra. L’ultima presenza con la maglia nerazzurra sarà quella contro la Juventus. Due mesi che hanno fatto dimenticare quanto fatto insieme nei quasi sei anni precedenti. Due leader che hanno reso grande l’Atalanta sono arrivati allo scontro totale. Tanti paventavano la possibilità che il giocattolo si fosse rotto, in maniera inesorabile: la Dea, invece, è ripartita. “Rinata” come un’araba fenice dalle ceneri dello scontro tra Gomez e Gasperini. A pagare è stato il classe 1988. Via il simbolo, il leader carismatico e l’uomo immagine, resta il progetto, con l’allenatore in prima fila.
GOMEZ E L’ATALANTA: BELLO FINCHE’ E’ DURATO
Numero dieci e fascia da capitano. Leader di una delle realtà più belle del nostro calcio.
Duecento-cinquantadue partite, cinquantanove reti e settantuno assist vincenti. Una qualificazione in Europa League, con annesso ingresso alla fase ad eliminazione diretta. Una storica qualificazione in Champions League – la prima nella storia nerazzurra – e cavalcata fino ai quarti di finale. Una qualificazione in UCL bissata. Il Papu Gomez ha firmato le pagine più belle della storia dell’Atalanta. Tutto, però, è finito in un freddo inverno di novembre, in un anno bisestile e in piena pandemia.
A posteriori, è stato fantastico finché è durato.
(Foto: profilo twitter ufficiale BC Atalanta)
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