Fischi per fiaschi

FISCHI PER FIASCHI – Le sostituzioni

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Le sostituzioni regolamentari – il caso Roma

Ha destato grande scalpore quanto accaduto durante il match di Coppa Italia Roma – Spezia, vinto dai liguri quattro a due alla fine dei tempi supplementari, poi tre a zero a tavolino dopo la pronuncia di ieri del Giudice Sportivo.
I fatti sono noti.

Il pasticciaccio

All’inizio del primo tempo supplementare l’arbitro Ghersini espelle Mancini per doppio giallo.
Sugli sviluppi della punizione anche Pau Lopez viene espulso con rosso diretto, per fallo da ultimo uomo.
La Roma, pronta a far entrare il solo Ibanez, decide a questo punto di effettuare due sostituzioni: escono Pedro e Cristante, ed entrano Ibanez e Fuzato, il terzo portiere.
I giallorossi hanno, però, già effettuato in precedenza quattro sostituzioni, e dunque con le due indicate giungono a sei sostituzioni complessive.
Il numero massimo di sostituzioni previste è tuttavia quello di cinque, come vedremo.
Lorenzo Pellegrini se ne avvede e cerca di avvisare la propria panchina.
Non viene ascoltato e la doppia sostituzione viene effettuata.
L’arbitro riporta il numero di sostituzioni a referto.
Il Giudice Sportivo ha quindi comminato ieri alla Roma la sanzione della perdita della partita con tre gol di scarto, il famoso tre a zero a tavolino.

La Regola 3

La Regola 3 del Regolamento Giuoco Calcio approvato dall’IFAB prevede, al suo punto 2, che il numero massimo di sostituzioni nelle competizioni ufficiali sia stabilito dalla FIFA, dalla Confederazione (nel nostro caso la UEFA), o dalla Federazione nazionale, fino però ad un numero massimo di cinque calciatori.
Il numero è stato, come è noto, elevato da tre a cinque l’anno scorso, in considerazione delle problematiche legate alla pandemia da Covid.
Sempre il Regolamento aggiornato prevede, anche, la possibilità che il regolamento della singola competizione possa consentire una ulteriore sostituzione nei tempi supplementari.
La Uefa ha espressamente disposto questa possibilità per Champions League ed Europa League, fermo restando che per le sostituzioni si possono utilizzare un massimo di tre interruzioni di gara (gli intervalli tra tempi regolamentari e supplementari non sono conteggiati a questi fini).

La delibera FIGC

La FIGC, tuttavia, ha chiarito con delibera del 9 settembre 2020 (comunicato ufficiale 88/A) che, anche per quest’anno come per lo scorso, nelle competizioni nazionali (Coppa Italia compresa), il numero massimo di sostituzioni utilizzabili è pari a cinque, e che in caso di supplementari quel che aumenta sono soltanto le interruzioni utilizzabili, dalle tre ordinarie sino a quattro complessive.
E’ proprio a partire da queste circostanza di fatto che il Giudice Sportivo di Coppa, col Comunicato Ufficiale n. 150 di ieri, ha inflitto alla Roma, con decisione 39/2021, la sanzione della sconfitta per 0-3, per violazione dell’art. 10, comma 1, del codice di Giustizia Sportiva.

L’autorizzazione all’ingresso

Si è discusso molto della ipotetica possibilità, per l’arbitro, di non autorizzare l’ingresso del sesto giocatore sul terreno di gioco.
Non esiste, in effetti, regolamentazione specifica su questa eventualità.
Una lettura sistemica e sistematica del Regolamento esclude, a parere di chi scrive, questa possibilità.
Non sembra potersi intravedere in capo all’arbitro un obbligo di controllo immediato su liste, numero di sostituzioni e circostanze del genere.

Il ruolo dell’arbitro

L’arbitro deve “limitarsi” a far rispettare il regolamento sul campo, verificando che ciascuna squadra giochi con il numero corretto di giocatori, e riportando a referto ogni altra ipotetica violazione.
Se l’arbitro avesse il dovere di verificare anche il rispetto del numero di sostituzioni, piuttosto che la corretta compilazione delle liste, ecc., non avrebbe senso la esistenza dello staff tecnico di ciascuna squadra che si occupa di questi aspetti.
E non avrebbero senso neppure tutti gli obblighi previsti a carico di ciascuna squadra.
Inoltre le partite durerebbero all’infinito, tenuto conto che l’arbitro dovrebbe continuamente controllare una infinità di variabili.
Non esiste, quindi, alcun dovere di controllo dell’arbitro.
Non può escludersi, tuttavia, la possibilità che l’arbitro che si avveda della violazione in tempo reale possa non autorizzare la sostituzione, non escludendo espressamente il Regolamento tale eventualità.
Appare evidente, tuttavia, che anche soltanto per ragioni di mera opportunità, sia sconsigliabile per un arbitro accorto intervenire, onde evitare di poter avvantaggiare una squadra a danno dell’altra.

Il caos Roma

La risposta, quindi, per chi si interrogava su eventuali corresponsabilità dell’arbitro nel “pasticciaccio” di Roma – Spezia è netta e certa.
L’arbitro ha agito più che correttamente.
L’errore, evidente e macroscopico, è da addebitarsi allo staff tecnico giallorosso.
Staff tecnico che è ormai al secondo errore grave durante la stagione, avendo già collezionato un 3-0 a tavolino per l’affaire Diawara in campionato.
Diciamolo: raramente è capitato di vedere una tale approssimazione nella massima serie, a maggior ragione se si pensa che parliamo di una squadra di primaria importanza.
La proprietà americana farà bene a rivedere presto le proprie valutazioni.
Altri errori del genere non sarebbero, giustamente, tollerati dalla tifoseria capitolina.

 

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