La svolta della Lega Calcio sui diritti tv. Tutti uniti per sopravvivere

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Alla fine una cosa ha messo tutti d’accordo: lo spettro del fallimento. Nella riunione straordinaria della Lega Calcio andata in scena ieri a Roma, i presidenti si sono guardati in faccia, con preoccupazione, realismo e conti alla mano. E improvvisamente sono diventati tutti d’accordo e unanimi sulla decisione di accettare l’offerta della cordata CVC Capital Partners-Advent International-FSI per procedere nel progetto di costituzione di una media company alla quale saranno trasferiti i diritti tv dei 20 club associati.

La svolta

Dopo che lo scorso ottobre la cordata si era aggiudicata la possibilità di trattare in esclusiva con la Lega Calcio, c’erano da vincere le ultime resistenze di alcuni presidenti ( 5) che si erano astenuti nella precedente votazione poiché che non convinti al 100% della bontà dell’operazione.

Già a metà settembre Lotito e De Laurentiis avevano dato il loro assenso a questa operazione dopo esser stati dichiaratamente ostili all’ipotesi dei private equity e più propensi a una soluzione interna della Lega.

Ma ieri c’è stata una doppia mossa da parte di CVC che ha fatto saltare il banco: Dal Pino ha prima confermato le voci degli ultimi giorni sul valore della quota, salito da 1,625 miliardi a circa 1,7 miliardi di euro, e soprattutto ha annunciato che ci sarebbe stato un anticipo di 1,1 miliardi da versare subito, al closing, per dare ossigeno ai conti dei club. 

Una vera manna dal cielo in questo periodo per le casse disastrate della Serie A che ha, ovviamente, messo tutti d’accordo.

La Lega si sarebbe riservata anche la possibilità di prima offerta nel caso in cui i fondi volessero cedere la loro quota.

Cosa succederà adesso

Ora si aprirà una fase di verifiche tecniche sull’offerta. Bisognerà capire chi ci sarà dentro la diligence della cordata. Serviranno tempi stretti, due o tre mesi  per redigere i contratti. Il closing dovrebbe arrivare nel 2021, con la vendita dei diritti tv del triennio 2021-2024 in vista.

Il target è alzare il livello per ciò che riguarda i proventi esteri, che al momento per la Serie A portano in cassa soltanto 370 milioni di euro a stagione. Dai diritti italiani invece, la Lega prende attualmente meno di un miliardo di euro. Liga, Bundesliga e Ligue 1, oltre ovviamente alla Premier League, sono tutte ben sopra quella cifra che quindi diventa l’obiettivo.

Bisognerà allargare il campo per aumentare gli introiti: Sky, Dazn ma non solo. Come già avvenuto per altre realtà (diritti Champions League), altri broadcaster saranno coinvolti con Amazon in prima fila.

Proprio per quanto riguarda Sky, ieri è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso su diritti tv per Iptv. L’emittente satellitare non avrà l’esclusiva, come avrebbe voluto, fino al 2022. È chiaro che a questo punto,  come dichiarato dall’emittente satellitare, saranno destinati meno fondi per i diritti non potendo acquisire in esclusiva il pacchetto internet. 

La finalità per i club di Serie A non è più arricchirsi come un tempo ma sopravvivere. Il calcio ha bisogno di soldi e senza quelli delle tv il baratro sarebbe vicino.

(Foto Lega Serie A)

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