CINQUE PUNTO NAPOLI – Date a Cesare quel che è di Cesare

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La gara che il Napoli ha stravinto con l’Atalanta e che tanti hanno classificato più come défaillance nerazzurra che come superlativa prestazione degli uomini di Gattuso, prima di essere riposta negli annali per guardare al prossimo futuro, ha bisogno di una serie di sottolineature.

Non per peccare di blasfemia – manco a farlo apposta – come il cacio sui maccheroni arriva, in supporto degli azzurri, la citazione evangelica della domenica: “date a Cesare quel che è di Cesare… ”. Ebbene si, è il caso di attribuire a Gattuso ed alla sua truppa tutti i meriti di una vittoria straordinaria.

Le dichiarazioni di Gasperini

La stampa e le TV ancora continuano a sostenere che la debacle degli orobici sia attribuibile al fatto che gli azzurri  hanno avuto tempo per preparare bene la gara e che i bergamaschi, visti gli impegni delle nazionali, non hanno potuto perfezionare la tattica migliore.

Eppure c’è chi non la pensa così. L’autorevole parere nel prepartita arriva – udite udite – proprio dal tecnico della Dea. Giampiero Gasperini, infatti, nella conferenza stampa prepartita, ha testualmente asserito: “Preferisco la mia situazione, chi è andato in nazionale ha fatto bene e torna con il morale alto. I giocatori del Napoli invece non fanno una partita vera da settimane e settimane e questo per noi può essere un vantaggio, anche se avranno avuto più tempo per preparare la gara di domani”.
Tali dichiarazioni, che non si prestano ad interpretazioni, sembrano però essere sparite. Nessuno sembra più ricordarle e nessuno ha dato loro il giusto peso.

I meriti nascosti

Fino al fischio d’inizio di sabato, a giusta ragione, in ogni dove si tessevano le lodi di un’Atalanta strabiliante che nelle prime tre uscite stagionali era stata capace di sommergere gli avversari con 14 reti ed un gioco spumeggiante.

L’evoluzione azzurra ha un nome ed un cognome, Gennaro Gattuso, capace di plasmare un gruppo tecnicamente eccellente ed eccezionale sotto il profilo umano.

A migliorare basi già solide di per sé, è arrivato il mercato, che ha consegnato al tecnico calabrese un organico di alto livello. Osimhen prima e Bakayoko poi hanno fatto si che il Napoli diventasse una squadra completa in ogni ruolo.

I due acquisti principali, invero, hanno alzato il tasso tecnico ma fondamentalmente sono serviti a far rendere al top anche i compagni di reparto. Di tale miglioria, nella gara di sabato, ne ha beneficiato su tutti Fabian Ruiz. L’anatroccolo sembra definitivamente diventato cigno. Lo spagnolo più di tutti ha goduto della presenza del mediano francese, tanto da risultare tra i migliori in campo.

Guardando i numeri della lega, si percepisce quanto sia stato importante Bakayoko per Fabian, preciso e incisivo come non mai. A termine della gara i numeri sono inconfutabili, 78 palloni toccati e 60 passaggi riusciti col 92% di precisione. Di questi, 23 sono stati giocati in profondità, sostenendo l’inclinazione di Osimhen, Lozano e Politano che hanno letteralmente surclassato gli avversari.