ANGOLO DEL TIFOSO NAPOLI – Napule é… buona la prima

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Cinquanta giorni dopo l’ultima partita d’un campionato finito insolitamente ai principi d’agosto, la stagione 2020-2021 del Napoli inizia all’ora di pranzo al Tardini di Parma, dinanzi a mille spettatori presenti ad invito, una domenica che sembra ancora di mezza estate, pur essendo vigilia d’equinozio autunnale.

Gattuso comincia con le certezze con cui aveva concluso, vale a dire: Ospina in porta, minuti importanti per Hisaj, Lozano in campo e Insigne-Mertens a completare i tre davanti.

Il risultato, però, è un primo tempo di una noia mortale.

Azzurri, infatti, non solo mai pericolosi, ma addirittura senza idee e neppure potenzialmente capaci di far percepire possibilità offensive.

Il calcio indubbiamente non è una scienza esatta, ma è apparso di tutta evidenza che con la presenza di una punta capace di dare profondità è cambiata l’inerzia di una partita che – nei primi sessanta minuti – non aveva regalato neppure un tiro in porta.

A Parma è iniziato un campionato strano nel quale nulla appare scontato, almeno all’inizio.

La prestazione degli azzurri è stata onesta e ragionata.

Gli ottimisti diranno che la prima ora di palleggio controllato è servita per una mezz’ora finale d’assalto.

I pessimisti criticheranno l’incapacità di far male già nel primo tempo ad una squadra indubbiamente inferiore ed al momento poco attrezzata.

I realisti, invece, possono essere felici, perché Lozano ha mostrato di aver capito come può ritagliarsi spazi importanti, i due centrali difensivi (ammesso che Koulibaly – subito in gran forma –  rimanga davvero) hanno chiuso ogni centimetro verde e, per il resto, ci sono tanti margini, specie guardando quelli seduti in panchina.

Poi c’è il numero 9, che ancora non ha fatto nulla, ma che dà un’idea incredibile di poter fare tanto. Osimhen è entrato in tutte le azioni offensive degli ultimi trenta minuti, nei quali si sono realizzati due gol, si è preso il solito palo con Insigne e si è fatta densità davanti come mai era accaduto nei due terzi di gara precedenti.

Guai a farsi prendere dall’entusiasmo e spingersi, da subito, in paragoni illustri.

Rimane, però, una bella sensazione dopo la prima mezz’ora fuori casa.

Un attaccante di presenza, rapido e profondo, mancava infatti da troppo tempo in maglia azzurra e Victor Osimhen, che pare leggiadro come una gazzella e dirompente come una carica di dinamite, una caratteristica importante l’ha già mostrata a tutti: sorride.

Sorride quando siede in panchina, sorride quando entra in campo, sorride quando il compagno fa gol e quando abbraccia tutti alla fine della partita.

E poiché, come è noto, il sorriso è la curva che raddrizza ogni cosa, il nigeriano numero 9 non poteva iniziare meglio.

Buona la prima, Victor!

Buona la prima, Napoli, buon campionato!