FISCHIO D’INIZIO NAPOLI – Occhi su Immobile e testa al Barcellona

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Finalmente – è proprio il caso di dirlo – la farsa campionato è giunta al termine. Il Napoli, uscito con le ossa rotte da San Siro, pur mostrando tratti di bel gioco, chiude la stagione al San Paolo contro la Lazio.

Nonostante non conti a nulla dal punto di vista della classifica, la gara contro la squadra capitolina costituirà per i partenopei una sfida di rilievo.

Gattuso e i suoi faranno le prove generali per la Champions e dovranno fronteggiare l’attacco dei laziali.

Il record di reti in serie A, appartenente come noto a Higuain quando vestiva la maglia azzurra, è minato da Ciro Immobile, staccato di una lunghezza dall’argentino.

Le statistiche

La sfida è da ritenersi una classica del calcio italiano. Quella di questa sera sarà la centoventottesima volta che le due compagini si affrontano nella massima serie.

In casa Napoli la gara si è ripetuta per sessantatre volte ed il bilancio pende dalla parte dei padroni di casa che si sono aggiudicati trentuno incontri. Gli ospiti, all’ombra del Vesuvio hanno portato via un punto in ventidue occasioni e dieci volte sono riusciti a fare bottino pieno.

L’ultima occasione in cui i laziali hanno fatto il colpo grosso risale al 31 maggio del 2015.  I capitolini, allenati da Pioli, s’imposero per 4-2. Il 5 novembre del 2016 si è registrato l’ultimo pareggio per 1-1 mentre nella scorsa stagione il 20 gennaio 2019 l’ultimo successo casalingo per 2-1 maturato grazie alle reti di Callejon e Milik. La rete dei biancocelesti fu siglata proprio da Ciro Immobile a caccia del record e che farà l’impossibile per batterlo.

Il direttore di gara

A dirigere la gara, che vedrà il fischio d’inizio alle 20.45 e sarà trasmessa dai canali Sky, è stato designato Gianpaolo Calvarese di Teramo. Il quarantaquattrenne fischietto abbruzzese, che sarà coadiuvato da Dionisi nel ruolo di quarto uomo e al VAR dala coppia Di Paolo-De Meo, è considerato una sorta di amuleto per i partenopei. Nelle dodici occasioni in cui Calvarese ha diretto il Napoli, gli azzurri non hanno mai perso, collezionando quattro pareggi e otto vittorie.

I due allenatori, come abbiamo detto, arrivano alla gara senza obiettivi di classifica ma di certo vorranno ben figurare.

Le scelte di Inzaghi

Inzaghi per il suo 3-5-2 davanti a Strakosha ha tutti gli uomini disponibili, a parte Radu, Lulic e Lucas Leiva che hanno finito la stagione anzitempo. In difesa Patric e Acerbi sono sicuri titolari, mentre per la terza maglia c’è ballottaggio a tre tra Bastos, Luis Felipe e Vavro. In mediana, nessun dubbio con Lazzari, Milinkovic Savic, Parolo, Luis Alberto e Jony, mentre in attacco, al fianco di Immobile, si prevede la staffetta tra Caicedo e Correa, con l’argentino in vantaggio.

Gattuso, che dopo San Siro non ha nascosto l’insoddisfazione del momento, si sarà senza ombra di dubbio fatto sentire nello spogliatoio.

Napoli-Lazio sarà una gara importante per testare la testa e le gambe dei ragazzi in modo da arrivare sabato venturo ad affrontare il Barca nelle migliori condizioni psicofisiche.

L’undici di Gattuso

Il suo 4-3-3, con ogni probabilità, davanti ad Ospina, che dovrebbe rientrare titolare, ha qualche incognita. In difesa sugli esterni dovrebbe rientrare Di Lorenzo, con Mario Rui confermato sull’out mancino. Per la coppia di centrali vige il dubbio relativo al compagno di reparto di Koulibaly. Manolas non è recuperabile e Maksimovic, con qualche problema dopo la gara di san Siro, non è al cento per cento. Luperto è in preallarme, ma il serbo dovrebbe farcela.

In mediana Demme e Lobotka si contendono una maglia, mentre Zielinski e Fabian Ruiz dovrebbero essere sicuri titolari. In attacco ritorna Mertens che ha recuperato dall’infortunio e ha scontato il turno di squalifica. A supportare il belga ci sarà senza dubbio Insigne e molto probabilmente Callejon, preferito al discontinuo Politano.

Ribadendo il concetto che la gara in sé avrà poco da dire quanto a risultato finale, sarà di certo gara vera, con la viva speranza che i ragazzi di Gattuso abbiano recepito la tirata d’orecchie e siano rientrati nei ranghi per un finale decoroso e per onorare il compleanno della maglia azzurra.