ANGOLO DEL TIFOSO BOLOGNA – Il calcio dopo la pandemia: cosa si farà?

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Sappiamo bene cosa sia accaduto negli ultimi tre mesi, e almeno in questo articolo non vogliamo nominarlo.

Un’entità subdola ed invisibile ha sconvolto la normalità di tutti noi e, di conseguenza, anche del calcio.

Abbiamo sempre pensato che il mondo del pallone fosse irraggiungibile ed inattaccabile. Invece no, ci siamo accorti che tutto è sotto un’unica bolla. In questi giorni arrivano segnali positivi dai centri sportivi di tutte le società di serie A.

Gli atleti hanno ripreso gli allenamenti individuali seguendo protocolli rigidissimi ed impegnativi. Il nuovo scenario non è certamente facile da vivere per chi fa del suo lavoro un divertimento, ma così è ed occorre adattarsi.

Dal 18 maggio si potranno poi riprendere gli allenamenti collettivi di squadra, seguendo anche qui regole e distanze. E se l’andamento generale lo consentirà, a metà giugno potremmo nuovamente soffrire per la nostra squadra del cuore.

Ma come sarà la ripresa sportivamente parlando? Secondo noi avvincente e piena di incognite stimolanti. Consideriamo per un attimo i valori assoluti delle squadre. Esistono variabili da gestire, quali lo stress, l’incapacità di adattamento alla nuova realtà, la scarsa forma fisica, i nuovi contagi dei calciatori, che potrebbero ridurre e non di poco questi valori.

Le incognite renderanno la ripresa del campionato e la rincorsa allo scudetto molto interessanti.

Chiaramente le grandi squadre quali Juventus, Inter, Napoli, Roma e Lazio hanno tutto da perdere. Le altre invece possono vivere quanto viene con più leggerezza e adrenalina. Il Bologna, ad esempio, il 13 Giugno potrebbe vincere facile 3-0 contro la grande Juventus. L’arena ora è nuova per tutti e chi era campione prima potrebbe faticare ora.

Lo stesso vale in Europa per le coppe. Chissà se l’Atalanta vincerà la Champion’s League e porterà Bergamo al successo, regalando una soddisfazione infinita ad una città intera che è stata tremendamente colpita.

Se osserviamo il nuovo mondo del pallone da un punto di vista societario possiamo ipotizzare che le società e i presidenti faranno scelte future diverse.

Avremo sempre i presidenti magnati del Manchester City e del Paris Saint Germain che avranno le stesse possibilità economiche ed ingaggeranno chi vorranno.

In serie A la figura del magnate non esiste. Ci saranno situazioni dettate dalle scelte di imprenditori diversi che fanno i presidenti.

Si potrà seguire la strada delle plusvalenze, qualora appunto ci fossero cartellini interessanti da vendere ancora ben pagati. Questo chiaramente permetterebbe di fare cassa e investire in una rosa diversa e allargata. Oltre che avere un cassetto per i costi di gestione della società.

Si potrebbe al contrario decidere di tenere duro e non vendere i gioielli richiesti da mezza Europa. Sicuramente lo sforzo economico in questo caso sarebbe importante, anche perchè l’ingaggio del profilo di valore è molto più oneroso.

Questo è il caso del Bologna. Joey Saputo ha dato le sue linee guida figlie della continuità del progetto originale.

Tutta la dirigenza e l’allenatore saranno confermati.

I giovani talenti di prospettiva come Orsolini, Skov Olsen, Schouten e Barrow assolutamente da trattenere. La logica è facciamoli crescere ancora che domani possono valere il doppio.

Il progetto stadio non si ferma, va avanti come era stato concepito, e tutti abbiamo nella mente quello che potrà diventare la casa del Bologna.

Fin dal primo giorno, Saputo ha dato un’impronta precisa che non è mai venuta meno. Uno slogan, un link accompagna città, società e squadra: We Are One.

L’identificazione del tifoso e dei bolognesi con la squadra di calcio è enorme. Lo abbiamo visto recentemente quando è arrivata una comunicazione che il Bologna Calcio avrebbe rimborsato le partite in casa non disputate con un voucher.

Gran parte della tifoseria ha fatto sapere di non volere il rimborso. Vuole dare un contributo tangibile alla società che ama.

Questo esempio di solidarietà sportiva in un momento come quello che stiamo vivendo ci rende più felici

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