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#CORONAVIRUS – AIC, Tommasi: “Qualche dirigente sportivo mi ha accusato di fare del terrorismo”

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Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, ha scritto una lettera sulle pagine del Corriere dello Sport in risposta al direttore del quotidiano, Ivan Zazzaroni, che pochi giorni fa aveva pesantemente criticato l’AIC e la sua utilità: “Caro direttore, raccolgo la provocazione e sono a rispondere, anch’io prendendomi un po’ di tempo con alcune premesse prima di riflettere sul momento, su chi è l’AIC e chi rappresenta. Ho preso in due giorni schiaffi da tutte le parti e sì, hai ragione, siamo stati inconcludenti. Ha fatto di più il Coronavirus che le nostre tante parole, parole, parole. Qualche dirigente sportivo mi ha accusato di fare del terrorismo. Ho imparato una cosa dall’epidemia: che il nostro volere e i nostri programmi futuri sono puro esercizio dialettico, l’agenda la detta il Coronavirus, purtroppo. Nella vicenda Juve nessuno ha scavalcato nessuno ma siamo stati costantemente aggiornati e quando calciatori e club vanno d’accordo non vedo perché l’AIC si debba sentire accantonata. Lavoriamo per questo, far andare d’accordo club e calciatori. L’idea che mi sono fatto è che le considerazioni attuali su tagli a stipendi o meno, chiusura anticipata o meno, giocare d’estate o meno, siano, ad oggi, per l’80% con priorità all’emergenza economica e per il 20% all’emergenza sanitaria. Ricominciare il campionato per ridurre le perdite, finire la stagione sul campo per non avere ricorsi, continuare ad allenarsi per avere diritto allo stipendio, ritrasmettere le partite per avere l’audience, raccontare le partite per riconquistare il pubblico ma anche il contrario, chiudere il campionato per non pagare nessuno o annullare la stagione per non retrocedere. Tutti costretti, chi più chi meno, da un’emergenza economica che sembra stia facendo più male dell’emergenza sanitaria. Credo che l’epidemia in corso ci stia dicendo proprio questo, invertite le priorità. In questo, mi spiace dirlo, seguendo i ragionamenti e le riflessioni, vedendo e sentendo i commenti, le critiche e le soluzioni proposte, temo che lo slogan ottimistico del “tornerà tutto come prima!” sarà invece, per il calcio, una triste conclusione”.

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