CORNER CAFE’ – Il mercato che verrà

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Il Calciomercato, croce e delizia dei più. Mesi di trattative, di incontri e scontri, bugie e verità che sono all’ordine del giorno e non passano mai di moda.

Il calciomercato, quello che tiene incollati milioni di italiani al televisore: tra i Di Marzio ed i Pedullà che parlano, si fanno le ore piccole, si sa. Eppure, il mercato che verrà avrà una sorta di parola d’ordine: impoverimento. Il Coronavirus non ha risparmiato né risparmierà nessuno, nemmeno i grandi possidenti: la ricchezza non si crea dal nulla, i soldi non crescono sugli alberi e, se il contesto risente di una crisi generale, le ripercussioni si attueranno anche sulla restante parte.

Il mercato che verrà lo ha ben definito Beppe Marotta, parlando di un mercato fatto di scambi, ove per la maggior parte dovrà puntarsi sulla rosa del vivaio. Poco o nulla, in pratica: niente più Neymar, niente più Mbappè, niente più investimenti da centinaia di milioni di euro: chi, al momento, ha la possibilità – o la volontà – di compiere un tale investimento?

La verità, però, è che questa sorta di mercato impoverito potrà fare solo bene. Diciamocelo: la bolla speculativa verso cui il mercato stava indirizzandosi, prima o poi, sarebbe scoppiata; nemmeno il fantomatico FPF avrebbe retto il confronto per molto – quante volte è già stato bypassato? E allora che sia così: fermiamoci un attimo, prendiamo una gran boccata d’aria, valutiamo cosa possiamo fare e cosa no; gestiamo al meglio le bistrattate risorse quali i vivai, rendiamo conto del potenziale che abbiamo in rosa e cerchiamo di gestirlo al meglio. Senza soldi, magari; ma senza stare in apnea, senza affanni. Senza fretta.