UN CALCIO AL SUPERSANTOS – Quando sei più forte anche del male

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La vita è strana, ma strana davvero.

Un giorno sei felice, soddisfatto del tuo lavoro, realmente contento della piega presa dalla tua vita. Il giorno dopo ti ritrovi spalle al muro, impotente, inerme. Da un giorno all’altro tutte le tue certezze, tutto il tuo mondo ti crolla addosso.

Protagonista della storia odierna ha un nome e un cognome: Francesco Acerbi.

Acerbi è certamente, a prescindere da tutto ciò che racconteremo, un calciatore e un uomo diverso dagli altri.

Il difensore della Lazio è stato, in passato, colpito da un brutto male: un tumore al testicolo. Ma andiamo per gradi.

Luglio 2013, Acerbi viene acquistato dal Sassuolo che lo preleva dal Chievo Verona, dopo una grande stagione del difensore, proveniente dalla Serie B, tanto da farsi notare dal Milan di Massimiliano Allegri e dalla nazionale italiana.

Da Agosto a Gennaio, Francesco trova pochissimo spazio nel club neroverde (appena sei presenze), così decide di tornare a Verona, sponda Chievo, già nel mercato di riparazione.

Dopo i quattro mesi di prestito, Acerbi torna a Sassuolo ed è proprio in questo frangente che accade ciò che nessuno vorrebbe mai accadesse. La notizia sconvolgente è alle porte: il difensore si presenta alle visite mediche con il club di Squinzi e gli viene diagnosticato un tumore al testicolo, motivo per cui verrà operato d’urgenza al San Raffaele di Milano.

Ecco l’evento che ti cambia la vita; te la cambia in maniera drastica, se non definitiva. Francesco inizia una nuova battaglia, non certamente fatta di campi e palloni, ma molto, molto più dura, costituita prevalentemente da chemioterapia, forza d’animo e tantissima positività che, per fortuna, a lui non è mai mancata.

A settembre gli viene rimosso il tumore e Acerbi torna in campo, sempre a Verona, e tutto sembra effettivamente essere tornato alla normalità. Tutto è bene quel che finisce bene, no?

Eh no..

Pochi mesi e siam punto e a capo. A dicembre tutto torna come prima, se non addirittura peggio.

Nel corso di un controllo antidoping, dopo la partita con il Cagliari, Acerbi sembra risultare positivo, ma la situazione si rivela molto peggio di quello che potesse sembrare. La diagnosi parla di positività alla gonadotropina corionica. La realtà però è un’altra.

A farsi risentire, ancora una volta, ancora più forte, è la recidiva del tumore.

Francesco si trova di fronte ad una situazione assurda: da un lato la squalifica inflittagli dal CONI, dall’altra il male che proprio non vuole lasciarlo andare.

Acerbi è un combattente, un gladiatore e, come nel calcio, decide di non darsi per vinto. Anzi, lotta come un leone.

Già nell’estate 2014, Francesco lotta e vince, ma vince contro tutti. Contro la burocrazia, che l’aveva ingiustamente squalificato, ma soprattutto vince, ancora una volta, contro il brutto male che gli ha sconvolto la vita.

Riesce a tornare in campo e anche a realizzare un gol, il suo secondo gol, che vale più di tutti. 944 giorni dopo il primo gol in Serie A, sigla la sua seconda rete su cross al bacio del suo amico e compagno di squadra Domenico Berardi.

Pochi mesi più tardi arriva anche l’esordio in nazionale, nell’amichevole contro l’Albania.

Insomma, Acerbi è tornato, più forte che mai. E, a distanza di qualche anno, possiamo tranquillamente parlare di uno dei centrali più forti dell’intero campionato.

Nella vita mai mollare. Grazie Francesco, perché ci hai insegnato soprattutto questo.