#LBDV – Atalanta, una dea nell’Olimpo del calcio

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La Dea è ascesa al Monte Olimpo. La vittoria contro lo Shakhtar Donetsk e la sconfitta della Dinamo Zagabria consacrano l’Atalanta di Giampiero Gasperini: secondo posto nel girone e ottavi di finale di Champions League. Già la qualificazione e la conseguente partecipazione erano storia, ma Gomez e compagni hanno voluto continuare ad aggiornare le pagine del racconto.

LA RIVINCITA DELLA DEA

Nella mitologia greca, Atalanta è una giovane donna bellissima. La sua, si sa, è una storia triste. Allontanata dall’uomo che amava fu trasformata in leone per non potervi più giacere.  Ha attirato su di sè l’ira degli dei più potenti e si è lasciata sopraffare. Almeno fino a ieri. Quando ha avuto, finalmente, la sua rivincita. La Dea ce l’ha fatta: è ascesa all’Olimpo. Ad accoglierla c’erano i veterani: barbe lunghe e vecchie sottane. Atalanta è entrato in punta di piedi, folgorata dalla luce. Si è seduta, timidamente. Ma la luce la abbagliava. Ah, la luce più bella e più importante: quella della Champions League. La Dea ce l’ha fatta: è ascesa all’Olimpo del calcio; il suo nome, infatti, comparirà nell’urna degli ottavi di finale.

UNA QUALIFICAZIONE STORICA

Le prime tre partite del Gruppo C sono state catastrofiche: tre sconfitte, 11 reti subite e soltanto due realizzate. L’Atalanta ha pagato a caro prezzo l’inesperienza. Prima della gara contro la Dinamo Zagabria, infatti, soltanto Zapata contava una presenza in Europa. Ma i ragazzi di Gasperini si sono ambientati e, piano piano, hanno iniziato ad alzare la voce. Prima il pareggio all’Etihad Stadium, roba che già così varrebbe la pena di raccontare ai nipotini. Poi la vittoria contro la Dinamo Zagabria a San Siro: la prima, quella della consapevolezza. Infine, la gara contro lo Shakhtar Donetsk: la vittoria più bella, quella della storia. Ebbene sì, l’Atalanta è ascesa all’Olimpo del calcio: il suo nome figura tra le sedici squadre più forti d’Europa. Un traguardo grandioso per una ‘provinciale’ del nostro calcio che fino a qualche anno fa lottava per restare in Serie A.

LA DEA E L’OLIMPO

Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi: gli Dei ci invidiano, ci invidiano perchè siamo mortali e ogni momento può essere l’ultimo per noi. La vita è più bella per i condannati a morte, e tu non sarai mai più bella di quanto sei adesso”. Citando il leggendario Achille in Troy, l’Atalanta non sarà mai più bella di quanto lo è adesso. Unità, compatta, consapevole e perché no, anche sfrontata. Doveva vincere in Ucraina e l’ha fatto. La Dea si è seduta al banchetto con le squadre più importanti del panorama calcistico europeo e mondiale. Strizza l’occhio a Valencia e Lipsia, volta le spalle a Manchester City e Juventus e cerca di evitare lo sguardo di Liverpool, Bayern Monaco, Paris Saint-Germain e Barcellona, che la vedono come vittima sacrificale. La sua presenza lì è già storia, ma l’Atalanta è caparbia e di certo cercherà di giocarsi le sue carte con tutti. Come fatto all’Etihad.

La storia era già stata scritta a maggio, ora l’Atalanta è entrata nel mito: la Dea è ascesa all’Olimpo del calcio.