Napoli, Ancelotti in catene: ADL detta legge

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Se vi dicessero che un presidente di un club di calcio ha le chiavi d’accesso degli account social del suo allenatore dove può scrivere quello che vuole facendo finta che a farlo sia l’allenatore, e che la cosa è stata messa addirittura a contratto, proposta, accettata e controfirmata, voi ci credereste? No? Allora non avete mai letto il contratto che lega Carlo Ancelotti al Napoli di Aurelio De Laurentiis.

Sono queste le parole con cui apre l’articolo de Il Fatto Quotidiano scritto da Maurizio Zaccone Paolo Ziliani (FQ). È strano ma pare sia così. Per contratto, ogni pensiero e/o che potrebbe essere diffuso tramite social o su qualsiasi media deve passare tra le mani della S.S.C. Napoli. Sarebbe questo il legame contrattuale che lega Carlo Ancelotti ad Aurelio De Laurentiis, patron assoluto della squadra. A lui l’ultima parola, è ADL che detta legge.

Innanzitutto, lo stipendio di Ancelotti non sarebbe di 6 milioni annui ma di circa la metà: “3.593.725 per i primi due anni che salgono a 3.993.725 il terzo anno”. Più tutta una serie di bonus da dividere tra la vittoria dello scudetto e  quella della Champions League (compresa di ingresso e superamento del turno).

Ma se in tutto questo tempo ci siamo chiesti se la rescissione del contratto da parte della società fosse possibile, il Fatto Quotidiano ci spiega quali sarebbero le penali in questo caso: “Ebbene, la società può recedere dal contratto versando ad Ancelotti una penale e senza dover corrispondere più nulla per il periodo successivo. La penale era di 750.000 euro se esercitata entro il 31/05/2019, oggi, se esercitata entro il 31/05/2020, è di 500.000″. Ma oltre il capitolo rescissione, come vi abbiamo anticipato prima ci sono diversi obblighi che il tecnico di Reggiolo deve rispettare:

“L’allenatore “non ha diritto di interferire nelle scelte gestionali e aziendali della Società”. Ancora: “L’Allenatore si impegna a condividere e redigere con la Società ogni comunicato e/o espressione del proprio pensiero diffusa su qualsivoglia mass media”. L’impegno a rispettare le strategie di comunicazione della Società e a non rivelarne dettagli compare più volte e la violazione determina una penale di euro 100.000 per ciascun inadempimento”. Scrive il Fatto Quotidiano.

Ed inoltre, per quanto riguarda il ritiro “scelto” dall’allenatore, la verità è questa: “Tutte le decisioni in merito all’organizzazione di “ritiri pre-partita” della Prima Squadra, e quindi relativamente alla durata degli stessi, dovranno essere oggetto di preventiva condivisione tra l’Allenatore e la Società, che, in caso di disaccordo, potrà legittimamente disattendere la volontà dell’Allenatore”. In soldoni, l’ultima parola è di De Laurentiis. Ma il tutto non finisce qui, perché la società ha anche il controllo degli account di quest’ultimo:

“Il Club ha il diritto di accedere al sito Internet e/o alla/e piattaforma/e ‘social’ (e/o alle relative pagine e/o account) dell’Allenatore, INSERENDO ESPRESSE COMUNICAZIONI ANCHE A NOME DELL’ALLENATORE, il quale con la sottoscrizione del presente Contratto dà espresso mandato al club ad effettuare tali inserimenti (…) impegnandosi a fornire al club le chiavi di accesso (sito, account ecc.)”.

Tutto ciò sta a significare che la società ha il pieno controllo su ogni azione di Carlo: dalla scelta dell’auto, alle stazioni di servizio, alla benzina, fino all’officina da utilizzare in caso di eventuali danni alla vettura. Forse, sono proprio queste le basi del decadimento.

FONTE: Il Fatto Quotidiano.