SOCIAL TALKING – Vuja Boskov a LBDV: “Vi racconto mio piccolo omaggio a saggezza di grande mister. Oggi calcio cambiato e mio augurio è dialogo e sano confronto”

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Un serbo-italiano. Colui che in Italia ha allenato Ascoli, Sampdoria, Roma, Napoli e Perugia. Una persona semplice, dal carattere forse unico nel suo genere, simbolo di un calcio che oggi sembra lontano secoli. Il pallone della gente, che affollava le gradinate degli impianti del bel paese e di cui Vujadin Boskov è stato parte integrante e simbolo rappresentativo come allenatore dal 1984 fino al 1999, a parte una breve parentesi al Servette nella stagione 96/97.  La sua capacità, tra le tante, anche di fare polemica ironizzando è tutt’ora viva nei ricordi di chi lo ha vissuto. I suoi aneddoti e le sue frasi celebri come fonti di ispirazione di tutti gli addetti ai lavori e gli amanti di questo sport, ma non solo, perché a render ancora più vivo il suo ricordo è l’account che spopola su twitter nato nel 2013 VujaBoskov.

Noi de Le Bombe di Vlad, incuriositi e divertiti dal suo modo di approcciarsi agli utenti assolutamente fedele al grande Vuja, abbiamo deciso di proporgli una chiacchierata che lui gentilmente ci ha concesso. Tanti gli spunti di riflessione, le curiosità ed anche alcuni utilissimi consigli:

Il grande Vujadin, schietto, mai banale, ha incarnato con semplicità, genialità ed ironia un calcio che non esiste più. Cosa rappresenta per te il mito Boskov?

​”Per me, che ho avuto per ragioni anagrafiche la fortuna di assistere alla sua carriera di allenatore in Italia, è stato appunto quello che hai detto: un mito. Quando ascoltavo le interviste o i commenti alle partite, in un mare di frasi fatte e dichiarazioni di circostanza, erano pochi quelli che riuscivano a comunicare davvero qualcosa. Boskov, con il suo italiano un po’ zoppicante, la sua faccia sorniona, riusciva a dire in poche parole esattamente quello che serviva. Autentici sprazzi di saggezza, a volte apparentemente banali, ma che aprivano un mondo e rivelavano una persona che di calcio (e non solo) ne capiva sul serio”.

Lui è stato capace di conquistare tutti gli amanti del pallone, tu dal tuo canto, conquisti ogni giorno consensi su twitter perché riesci ad emularlo fedelmente, ti aspettavi questo ampio consenso? Come è nata la tua idea? 

​”Assolutamente no. L’idea è nata per gioco, e rimane per me un divertimento anche dopo oltre 6 anni. L’estrema sintesi e ironia delle frasi di Boskov mi sono sembrate adatto ad un social come twitter, ma all’inizio fu un’autentica scommessa: non credevo che il profilo sarebbe durato più di qualche settimana. La svolta è stata quella del tweet “se uomo ama donna…”, che ha avuto un successo che ancora oggi non mi spiego. Tra le cose più divertenti, c’è stato lo scoprire che persone che conosco nella vita reale citano @VujaBoskov, senza sapere che in realtà sono io a scrivere i tweet. E poi una piccola soddisfazione: aver raggiunto persone troppo giovani per aver conosciuto il vero Vujadin, e scoprire che sono andati a guardarsi vecchie interviste o a leggere chi fosse. E questo è il mio “piccolo omaggio a saggezza di grande mister”, come ho scritto nella bio!”

Ma il “tuo” Boskov non tratta solo il calcio, spesso ti imbatti anche in altri temi, a quale tua esternazione in ambito social sei più legato?

​”No, non tratta solo di calcio, perché ho cercato di inserire nel personaggio anche quello che è il mio modo di vedere il mondo e, se possibile, cosa farei per migliorarlo. Non si tratta di un messaggio politico, sicuramente ci sono valori di riferimento, come il rispetto e la solidarietà, ma credo che il buon Vuja sarebbe d’accordo a farsi portatore di questi messaggi. Ho scritto davvero tantissimi tweet, non saprei davvero quale citare, posso farti due esempi di come il linguaggio calcistico si sposi con la cultura del rispetto”:

Torniamo al calcio, quello attuale: Come pensi ci starebbe Vuja?

​”Oggi il calcio è cambiato parecchio, sia sul campo che fuori. Probabilmente Vuja avrebbe un po’ di difficoltà di adattamento, ma credo che se la caverebbe alla grande. Sicuramente, dal punto di vista comunicativo, sarebbe un fenomeno dei social, cosa che invece riesce abbastanza male a molti mister e calciatori dei giorni nostri. Ma il parallelo non è proponibile: parliamo di un altro calcio, in cui la gestione delle squadre era più “familiare”, in cui erano possibili piccole favole come quella della Sampdoria che sfiora la Coppa dei Campioni“.

In senso più stretto, parliamo della nostra attuale Serie A, condita da tanta tecnologia che non è servita ad evitare del tutto le polemiche. Vujadin come la definirebbe? 

​”Personalmente ritengo che il calcio nel nostro Paese, per approccio culturale e anche per colpa  dei mezzi di informazione, sia naturalmente predisposto alla polemica, sempre e comunque. Questo non succede in altri sport, non succede in altri paesi. La tecnologia può sicuramente migliorare le cose, a patto di accettare le decisioni con onestà e spirito sportivo. Boskov riassunse tutto questo in 5 parole: “rigore è quando arbitro fischia”. Una regola elementare, che capirebbe anche un bambino, ma che per il tifoso italiano medio è più complicata di un trattato di fisica nucleare. Probabilmente Vujadin avrebbe preso con la stessa filosofia anche il VAR e le altre “diavolerie moderne”: roba inutile, c’è già l’arbitro, ma se la regola ora è cambiata, ce ne faremo una ragione. Agli albori del VAR, mi sono permesso banalmente di attualizzare la regola del maestro Boskov”:

Pronostico sul campionato 2019/20: A Vuja chiediamo di provare ad indovinare le prime 4 classificate… 

​”Juventus, Inter, Lazio, Atalanta”.

Il mito Boskov non cesserà mai di esistere, ed è  anche grazie a te ed alla tua genialità. I social almeno in questo senso aiutano molto… Vuoi rivolgere un tuo personale consiglio o pensiero a chi ti segue? 

​”Consiglierei di non partire mai con idee preconcette. Molte volte sui social vedo polemiche gratuite, fatte esclusivamente per partito preso. Il personaggio che ho creato invita sempre tutti al dialogo e al confronto, e dovrebbe essere sempre così, nel calcio, sui social, nella vita. Quindi, tifate per la “squadra” che preferite, ma guardate sempre le “partite” in modo obiettivo ed ascoltate cosa dice chi la pensa in modo diverso. Dal confronto ci possiamo solo guadagnare, tutti”.

La saggezza del grande Vuja è perfettamente rappresentata da colui che ha deciso di dare vita a questo account. Riesce a farci sentire più vicini ad un personaggio che ha segnato un’epoca, ma che ancora oggi, siamo sicuri sarebbe capace di farci vivere questo fantastico sport con la leggerezza della passione, avvolti da quelle emozioni che troppo spesso sono appannate da futili ed inutili polemiche. Un grazie speciale a VujaBoskov, soprattutto perché ci piace pensare, che grande mister non ci ha mai lasciati del tutto…