Juventus, Bonucci: “ Sapere come pensavano gli attaccanti mi aiutato“

Condividi

Il difensore della Juventus e della nazionale italiana, Leonardo Bonucci, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine del workshop RandstadComprendere e trasferire il cambiamento”. Le parole del centrale difensivo si sono soffermante soprattutto sul confronto fra generazioni come vantaggio competitivo per le persone e le aziende. Queste le parole di Bonucci:

“Sono uscito dalla mia comfort zone e questo per me ha fatto la differenza. Nel mio percorso ho conosciuto persone che mi hanno fatto crescere e nei momenti di cambiamento ho avuto dentro di me risposte e anche la condivisione con persone importanti. Anche al di là del campo. Mia moglie mi ha fatto crescere sotto tanti punti di vista, anche tanti allenatori che si sono presi cura di me nelle giovanili dell’Inter. Sono arrivato all’Inter con 10 partite da difensore e questo era tutto nuovo, ma sapere come pensavano gli attaccanti mi ha aiutato”.

C’è un atteggiamento diverso verso il cambiamento? “I vecchi sono diciamo più responsabili. Io ora comincio ad andare dalla parte dei vecchi, se penso al Leonardo di due o tre anni fa, non rifarei alcune scelte. Non le rifarei perché un cambiamento mi ha portato a ragionare in maniera diversa. I giovani quindi devono accettare i consigli dei vecchi e i vecchi devono, tra virgolette, rubare l’entusiasmo dei giovani. Per noi il cambiamento è continuo e non puoi mai permetterti di fermarti e guardare a quello che hai fatto, perché se no arriva quello dietro e prende il tuo posto”.

C’è un modo per riuscire ad adeguarsi al cambiamento? “Io quando si tratta di un cambiamento prima capisco, accetto le sue basi, le elaboro nel quotidiano, e poi mi applico. Perché se non ti applichi, se non hai la voglia di capire dove ti porta il cambiamento, sei perso. Ed è quello che quest’anno è successo con l’arrivo di Sarri. Un cambiamento totale rispetto al modo di giocare di prima. Devi capire e applicarti per resettare quello che hai fatto perché adesso il modo è differente. Prima, però, lo devi accettare, perché se hai la presunzione di dire che non vuoi cambiare quello di prima non cambi. Devi capire che quello che hai fatto nella comfort zone non è l’unico modo”.