A-TEAMS – Napoli, chi deve ritirarsi?

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Da poco è arrivata la notizia ufficiale da parte del Napoli. La squadra, dopo tutto il trambusto in merito all’ammutinamento, andrà in ritiro da mercoledì. Fatale la sconfitta in casa contro il Bologna per 2-1. Probabilmente una delle peggiori – se non la peggiore – stagioni in Serie A dall’inizio dell’era De Laurentiis, fino ad adesso. Siamo soltanto alla quattordicesima giornata ma i numeri parlano chiaro. C’è chi vorrebbe che il tecnico si dimettesse di sua sponte, chi invece nonostante tutto crede ancora nel progetto. Chi dà le colpe all’allenatore, chi alla squadra, chi alla società. Ma c’è anche chi queste prime 14 giornate a quelle del Milan del 2006, che poi vinse la Champions.

COME IL MILAN NEL 2006

Anche se potrà sembrare assurdo, anche il Milan dello stesso Ancelotti nel 2006 dopo lo stesso numero di partite era esattamente nella stessa condizione; con 21 punti realizzati a 5 giornate dalla fine della prima metà, aveva soltanto un punto in più rispetto a questo Napoli. Eppure, chiuse la stagione al quarto posto, con 8 punti di penalità, e una Coppa dei Campioni.  I presupposti farebbero sperare bene, ma ci sono alcune variabili che non sono state considerate. Prima fra tante è la presenza di giocatori come Kakà Maldini. Pilastri portanti della squadra, oltre che giocatori di grandissimo livello. Ma ad accompagnare questi due fenomeni c’erano persone del calibro di SeedorfGattusoPirlo, CafuInzaghiGilardinoNesta. Ma nella sessione invernale si aggiunse un altro dei più grandi calciatori della storia di questo sport: Ronaldo, arrivato dal Real per poco più di 7.5 milioni di euro. Era un Milan colossale, dotato di grandi talenti e di giocatori straordinari. Senza nulla da togliere a questo Napoli, ma quelli lì erano di un altro pianeta. Sarebbe difficile pensare che questo Napoli possa davvero giocarsela in Champions League come fecero i rossoneri nella stagione tra il 2006 ed il 2007. Alzare la coppa dalle grandi orecchie non sarà impresa facile, nonostante siano riusciti a tenere testa al Liverpool.

CHI DEVE RITIRARSI?

Tenendoci legati al discorso del paragrafo precedente, la squadra di Ancelotti del 2006 andò – proprio come il Napoli – in ritiro a causa degli scarsi risultati. Altra congruenza tra i due periodi. Ma se è vero che, come affermava il buon Giambattista Vico, la storia si ripete, è poco probabile che sia questo il caso. Ci sono si delle affinità numeriche, ma non qualitative. Le parole di Ancelotti hanno però fatto molto riflettere: “La colpa è mia, ma anche loro”. Un’ammissione totale che però ci lascia sempre con il solito dubbio: di chi è realmente la colpa? Ma soprattutto, chi ha bisogno davvero del ritiro?

La squadra sicuramente, perché ha bisogno di riprendere la concentrazione. Ma con molta probabilità necessiterebbe anche di un nuovo percorso. E con ciò non affermiamo che Ancelotti debba dimettersi. Piuttosto, potrebbe ritornare utile un anno sabbatico. Dunque, alla domanda “chi deve ritirarsi?” la risposta più logica sarebbe “tutti”. Un cambio in panchina, però, in questo momento potrebbe risultare anche più disastroso; ma cosa c’è di più disastroso di ciò? Lo stesso Mourinho, altro grande vincente, dopo mesi di riflessione è riuscito a trovare probabilmente l’approccio vincente nella sua nuova avventura al Tottenham. La saggezza sta nell’assumersi le proprie responsabilità, essere capaci di analizzare i proprio errori e trasformarli in obiettivi e buoni propositi. Anche i migliori dovrebbero rimanere umili, a prescindere dal proprio palmarés.

“Arrendersi non significa sempre essere deboli; a volte significa essere forti abbastanza da lasciar perdere.”

– Marilyn Monroe