PROSPETTIVE DI VENERE – Quattordicesima giornata di Serie A

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È proprio quando si crede di sapere qualcosa che bisogna guardarla da un’altra prospettiva”, diceva Robin Williams in una scena “eterna” di qualche anno fa.

Ed è per questo che, in un presente compresso da un pesante passato ed una incessante voglia di futuro, dove le dimensioni cui si fa riferimento sono sempre altezze, lunghezze o larghezze, da oggi si cambia registro, privilegiando le “prospettive”, cercando sempre di mutare il punto di osservazione.

È una sfida ambiziosa, ma oltremodo interessante.

La 14esima giornata di Serie A inizia a Brescia e finisce a Cagliari, con gare interessanti che promettono, sulla carta, di far comprendere qualcosa di più a chi, da osservatore distratto e novello Teseo, ancora è alla ricerca del filo rosso che conduce fuori dai dubbi di un labirinto incerto che tre mesi intensi non hanno dipanato.

Inizia, dunque, Fabio Grosso che deve provare a recuperare terreno in una giornata dove le squadre immediatamente davanti, Genoa escluso, potrebbero non fare punti. Ci si attende molto da Balotelli, ma la possibilità di resistere all’Atalanta altalenante dell’ultimo periodo è tutta nella tenuta del centrocampo guidato anche oggi da Tonali.

Alle 18 toccherà a Genoa e Torino provare ad invertire l’inerzia di un pareggio che pare il risultato più probabile, con l’ago della bilancia che può spostarsi verso i granata solo se Verdi ha recuperato implacabilità sui calci piazzati e capacità di rifornire – a turno – prima Belotti e poi Zaza.

In Fiorentina-Lecce di sabato sera, invece, Liverani ha un’unica (remota) possibilità di arginare la rabbia furente del rientrante Ribery: sperare che Vlahovic, prima, e Boateng, poi (o viceversa) facciano rimpiangere Chiesa. Complicato. Match, in ogni caso, che prenderà una direzione subito nel primo tempo.

La domenica inizia invece, a pranzo, con la capolista Juventus che – di solito – quando incontra il Sassuolo in casa ha bisogno del pallottoliere. La vena realizzativa di Caputo, i virtuosismi di Boga e la tecnica di Locatelli sono l’unica speranza di restare a galla sotto i colpi di Bernardeschi, Higuain e Ronaldo. È lo scontro tra chi avanza coi carrarmati e chi dispone di arco e frecce. Bisognerà scansare i colpi mortiferi, con l’unica possibilità di colpire d’intelligenza.

Parma-Milan delle 15.00, invece, è un rischio enorme (l’ennesimo) per Pioli, che deve sperare nella verve di Suso e nella necessità, non più procrastinabile, di Piatek di asciugare le polveri bagnate del primo scorcio di campionato, ma anche difendere basso contro Kulusevski e Gervinho, che possono far male in contropiede.

Napoli – Bologna è la partita ideale per Zielinski e Fabian Ruiz. Rifornire i piccoletti davanti e ritagliare qualche tiro importante da fuori è la missione di un reparto da cui può ripartire un campionato finora troppo deludente per essere vero.

L’Udinese, poi, deve contenere la Lazio in formissima degli ultimi tempi, con Immobile che tutto sembra voler fare tranne che fermarsi. Il pronostico appare scontato, ma se una sorpresa può esserci questa settimana, questa potrebbe arrivare all’Olimpico.

Lukaku e Martinez, dovrebbero – in teoria – mangiarsi anche la Spal, con l’Inter che potrebbe raggiungere il record complessivo di punti, conferma migliore d’un percorso che – nella prima fase – ha sinora dell’incredibile.

La Roma a Verona capirà se può davvero stabilmente recuperare un ruolo da protagonista davanti per l’Europa più importante o se, al contrario, dovrà ancora galleggiare a ridosso. La differenza tra le due ipotesi passa soprattutto da Under e Kluivert, che possono rappresentare sogno o incubo per i romanisti domenica sera.

Chiuderanno Cagliari e Sampdoria, con l’entusiasmo dei sardi (potenzialmente sempre più quarti) che avrà quale unico ostacolo il sinistro di Gabbiadini ed il destro di Quagliarella.
Se mi costringessero a scommettere direi 1-1, ma… dipende – come sempre – dai punti di vista.