Parma, D’Aversa: “Io al Milan? Penso solo alla salvezza”

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In attesa della sfida casalinga contro il Milan, D’Aversa ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza. Ecco le parole del tecnico del Parma:

Quasi tre anni fa diventava allenatore del Parma, in questa vigilia sente maggior consapevolezza per il percorso?
“Credo che la squadra stia crescendo rispetto agli anni passati. Quando sono arrivato eravamo in Lega Pro, quando si vincono i campionati trovare solidità ci vuole tempo. L’importanza della salvezza scorsa serviva per consolidare la categoria. Il campionato di A non ti permette di vivere sugli allori ma si deve ragionare su quello che verrà. Analizziamo le altre non dalla classifica ma per le qualità, non affronteremo una partita semplice a considerare il Milan perché è dietro di noi. Sappiamo che non possiamo permetterci di andare in campo con superficialità, il nostro obiettivo è salvarsi. Nel momento in cui mettiamo le nostre qualità allora si che potremmo toglierci soddisfazioni”.

Capello ha detto che D’Aversa sta facendo benissimo ma incontra una squadra disorganizzata dirigenzialmente: se la chiamasse il Milan accetterebbe?
“L’unico pensiero che ho è di non entrare in casa d’altri. Ho fatto il settore giovanile con Capello per sei anni, gran parte della mia vita calcistica la devo a quella dirigenza. Il mio unico pensiero è cercare di finire la stagione nel miglior modo possibile, dobbiamo raggiungere l’obiettivo il prima possibile. Cercare di fare risultati anche contro club importanti, quello che è successo a Bologna ci deve portare a fare risultato a tutti i costi. Altri pensieri non ce ne sono”.

Quanto può giocare Cornelius con un solo allenamento sulle gambe (quello di ieri, ndr)?
“Dal punto di vista medico lo staff me lo ha dato disponibile. Principalmente il venerdì è una seduta didattica difensiva, oggi ci siamo occupati delle palle inattive. Per il minutaggio si faranno valutazioni, anticipo che la decisione la prederemo all’ultimo”.

Com’è nato il pensiero di Kucka attaccante?
“Innanzitutto la scelta è ricaduta su Kucka perché può ricoprire tanti ruoli, in nazionale ha fatto anche il difensore centrale. Il pensiero di metterlo lì è per le qualità del Bologna, avevamo bisogno di un attaccante di struttura, come a volte abbiamo usato Kulusevski. A Bologna avevo bisogno di fisicità e poi sugli esterni avevo bisogno di giocatori come Sprocati e Kulusevski”.

La partita col Milan può essere come quella di Bologna?
“Sotto l’aspetto della fase difensiva il Milan difficilmente attende. Dobbiamo essere bravi a tenere in equilibrio la partita e poi non è normale giocare a quei livelli per novanta minuti. E’ simile al Bologna per l’aggressione, e credo anche che il Milan abbia qualità tecniche importanti e bisogna stare attenti perché ci sono giocatori che possono risolvere la partita con giocate individuali. Dovremo stare attenti sui duelli e cercare di limare i loro pregi e sfruttare i difetti”.

Quanto pesa l’assenza di Scozzarella?
“Scozzarella rispetto agli altri ha una conoscenza maggiore di quello che vado a chiedere per la costruzione, sulle palle inattive, sul complesso. Premesso questo, Brugman a Bologna ha fatto un’ottima gara ed è entrato bene, se negli ultimi quindici secondi non avessimo preso gol avrebbe avuto le statistiche a suo favore. Detto questo, quello che si è migliorato molto è nel complesso della squadra, conosciamo le qualità di Matteo e di lui si parla solo della costruzione, ma a volte ho scelto lui perché in fase difensiva è migliorato molto”.

Che partita si aspetta?
“Sicuramente una partita non semplice, affrontiamo una squadra con qualità importanti e nelle ultime uscite hanno fatto buone gare. Sono in un momento di difficoltà per i risultati ma le prestazioni ci sono state. Quello che dobbiamo fare noi è andare in campo con la cattiveria giusta e con quella delusione di Bologna e trasformarle in energie positive per affrontare una partita non semplice. Ognuno di noi deve fare qualcosa in più e dare qualcosa in più”.

Grassi come sta?
“Alberto ha lavorato in questa settimana con continuità senza problemi, è uno dei dubbi che mi porto fino all’ultimo. Solo per il percorso che lui ha avuto nell’ultimo periodo. Pur essendo convocato Scozzarella, che però non si è allenato mai con noi. Deciderò tra Brugman e Alberto”.

Iacoponi è una bandiera di questo Parma? E, più in generale, esistono ancora le bandiere?
“Si, è chiaro che spesso e volentieri si ragiona sui nomi più altisonanti, dei finalizzatori. Simone è con me dalla Lega Pro, anche lui è cresciuto molto se si ragiona che può aver avuto qualche difficoltà in questa categoria, ma principalmente per colpa mia, perché in Serie A rende meglio da centrale. A volte l’ho messo io in difficoltà perché ero obbligato. Mi fa piacere che giocatori che c’erano anche in Lega Pro si stiano togliendo soddisfazioni importanti. E’ importante per dare un senso di appartenenza e sotto quel punto di vista mi reputo fortunato, chiunque è arrivato dei nuovi si è messo subito a disposizione. Questo è quello che ha fatto la differenza, avere un gruppo che va in campo insieme fin dall’inizio. Quelli qui da diversi anni sono importanti anche per dare quel senso di appartenenza che oggi difficilmente si trova”.