#LBDV – Napoli, meglio in Europa che in Serie A: perché?

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La gara di Anfield Road contro il Liverpool ha mostrato un Napoli diverso rispetto a quello delle ultime uscite in campionato; rinato, rinvigorito e decisamente in palla, che ha saputo mettere sotto scacco i campioni d’Europa in carica e far tornare entusiasmo alla tifoseria azzurra, scossa dopo gli avvenimenti delle ultime settimane. Merito in primis di Carlo Ancelotti, che ha costruito un modulo per ingabbiare le squadra di Klopp. Merito anche della squadra, che ha voluto dimostrare il proprio valore.

IL NAPOLI AD ANFIELD

Come detto, il Napoli che ha sfidato il Liverpool era diverso rispetto a quelle delle precedenti uscite. Innanzitutto è importante sottolineare come Ancelotti abbia cambiato qualche uomo: Callejon in panchina e Di Lorenzo spostato qualche metro più avanti, con Maksimovic dirottato sull’out di destra. Il difensore serbo, infatti, ha già agito in quel ruolo soprattutto nelle uscite europee. Queste sue scelte hanno dato equilibrio agli azzurri: una rocciosa difesa a tre, composta da Koulibaly, Manolas e Maksimovic appunto, che hanno egregiamente fronteggiato l’insidioso trio offensivo dei Reds. Il secondo aspetto da sottolineare, poi, è l’atteggiamento: la ‘cazzimma’, passatemi il termine, mancata nelle ultime uscite, si è rivista ad Anfield. Un episodio più di tutti: dopo una spinta su Di Lorenzo, tanti azzurri sono accorsi a difenderlo. E pensare che al gol di Lozano a San Siro qualcuno nemmeno aveva festeggiato…

IL GIOCO

Prima dei calciatori, prima dell’atteggiamento, però, è bene soffermarsi sul gioco: in Europa, è risaputo, qualsiasi squadra attacca, anche Stella Rossa o Genk ci provano. Il Liverpool è una squadra a votata all’attacco. Salah, Manè e Firmino amano i campi aperti per poter giocare di classe e velocità.
Ancelotti, allora, l’ha ingabbiata: tanti uomini a difesa dell’area di rigore, pochissimo spazio per i reds e letali nelle ripartenze. Il Liverpool, infatti, ha trovato un muro quando attaccava e non ha potuto far altro che affidarsi ad uno sterile giro palla al limite dell’area. Tanti i traversoni degli esterni, un’altra vittoria di Ancelotti: chiudere il centro e spingerli sull’esterno, costringendoli ad alzare la palla, per la felicità di Koulibaly e compagni.
Un Napoli ‘all’Italiana’ ha strappato un punto ad Anfiled che sa tanto di vittoria.

LE DIFFERENZE RISPETTO ALLA SERIE A

Il Napoli europeo è apparso decisamente diverso rispetto a quello di Milano, per esempio. Sono tre le differenze emerse.

Il gioco

Affrontando una squadra che attaccava, il Napoli si è difeso e ripartito. È la prima, notevole, differenza, rispetto al campionato: in Serie A, infatti, il Napoli ha sempre il pallino del gioco ed è costretto ad affrontare squadre che si chiudono e si barricano in difesa. Spesso, infatti, gli azzurri sbattevano sul muro avversario, cercando di affidarsi ai singoli, spesso mancati in questa prima parte di stagione.

Singoli ed entusiasmo

Proprio i calciatori sono cambiati. La musica della Champions League motiva come poche cose al mondo, così è stato anche per gli azzurri. Motivati, grintosi e caparbi, tutto quello che era mancato il Serie A si è rivisto contro il Liverpool. Anche i singoli, poi, hanno fatto la differenza: Koulibaly è tornato quello dell’anno passato, quasi perfetto nel comandare la difesa. Fabian Ruiz e Allan che hanno tenuto testa ai mediani dei reds e Di Lorenzo sempre più valore aggiunto de Napoli.

Mentalità

Il Napoli di Anfield ha ritrovato la mentalità perduta. Determinati e consapevoli dei propri mezzi, hanno affrontato il Liverpool a viso aperto. In campionato, invece, gli azzurri sono apparsi spesso scarichi e svogliati: quasi che non avessero voglia di scendere nel fango e battagliare.

Il Napoli europeo è piaciuto ed ha riportato entusiasmo. La speranza è che non sia stato solo un caso…