ANGOLO DEL TIFOSO BOLOGNA – Bologna-Parma, azione e reazione

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Il derby della Via Emilia è stato giocato, ma non bene dalla squadra rosso blu.

C’era grande attesa e forse troppa pressione per questa partita.

Tutti si aspettavano la ripartenza della squadra di Mihajlovic. L’allenatore, di nuovo a contatto con lo spogliatoio per la preparazione del match, faceva presupporre qualcosa di meglio.

Al Dall’Ara, oltre alle assenze che comunque aveva anche il Parma, era ben presente la paura di sbagliare e di non vincere.

Il Parma ha tenuto bene il campo con un’organizzazione di gioco e di squadra ben definite.

Al 17esimo minuto, il giovanissimo Kulusevski, con un gran tiro di sinistro da fuori area, porta in vantaggio i giallo blu.

Il Bologna accusa il colpo e solo al quarantesimo riesce a pareggiare da calcio d’angolo con una spizzata di Palacio.

Il Parma, nella ripresa, sembra avere un passo decisamente migliore per vincere la partita. In contropiede incide e sempre con Kulusevski colpisce il palo.

Al 70esimo minuto Kucka fa un assist prezioso a Iacoponi che sigilla il suo primo goal nella massima serie.

Gli ultimi venti minuti del Bologna all’arrembaggio con, al 96esimo, Skorupski “in the box”. Calcio d’angolo, colpo di testa di Paz e Dzemaili che con un gran destro al volo la infila sotto la traversa.

La partita finisce 2-2, ma non c’è da essere soddisfatti.

Il Bologna ha subito la personalità del Parma ed ha giocato reagendo al doppio svantaggio. Mihajolvic ha sempre predicato il contrario. Imporre il gioco e l’intensità e fare in modo che gli avversari si adeguino alla sua squadra reagendo.

Il processo di guarigione è ancora lungo, sia della squadra sia del mister. Saputo, fino a domani, sarà in città per pianificare con i suoi collaboratori il mercato di Gennaio e la questione Ibrahimovic. Il Presidente a fine partita è andato via dallo stadio con il volto teso.

I soldi investiti quest’anno, e sono tanti, stanno per ora portando risultati di pochissimo superiori allo scorso anno. E questo non è accettabile per un imprenditore di successo come il presidente.

Le prossime tre partite saranno Napoli, Milan ed Atalanta e ci diranno tante cose.

Pensiamo possano essere decisive per fare scelte anche all’interno della società. Sabatini, Bigon e Di Vaio devono essere bravi a sfoltire la rosa da chi non dà garanzie alla qualità della squadra.

Ci sono giocatori come Destro e Mbaye che non devono e non possono più vestire la maglia rosso blu. Hanno avuto le loro svariate occasioni e non le hanno mai sfruttate.

Se la Cina, per inciso Donadoni,  vuole Destro, offrendogli un contratto milionario e portando al Bologna danaro da reinvestire, ben venga. L’operazione deve essere conclusa al 100%, anche se Destro la racconta, e se la racconta, che può ancora fare la differenza al Bologna.

Non ci servono i suoi eventuali quattro o cinque goal da qui a fine stagione. Ci servono i quindici goal di un bomber vero.

Lo stesso vale per Mbaye, che dovrebbe essere grato alla fortuna di giocare in serie A e dovrebbe pensare che ha ottenuto molto più successo calcistico di quanto sia il suo reale valore tecnico.

Di giocatori così ce ne sono migliaia sui campi di periferia delle categorie inferiori.

Quindi, signori miei, che tutti facciano bene il loro lavoro e che la priorità ora siano gli interessi della squadra e non del singolo.

Siamo ancora fiduciosi ma, nello stesso tempo, guardiamo con attenzione ed apprensione lo specchietto retrovisore.