Genoa, Sturaro: “Esonero di Andreazzoli sconfitta per tutti. Sono pronto a tornare”

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Stefano Sturaro, centrocampista del Genoa, ha rilasciato una lunga intervista al SecoloXIX. Ecco le sue dichiarazioni: “Scendo in campo a Monaco, dopo tanti mesi, e pronti via subito un bel contrasto tosto, di quelli veri. Mi sono detto ok, ci siamo. Il mio modo di giocare è questo: non muterà. Non sono uno di quei giocatori che può permettersi di tirare indietro la gamba. Per la forma migliore serve tempo, ma ci siamo”.

Negli ultimi due anni ha fatto il pieno di sfortuna..

“Vero, prima il tendine d’achille, poi il ginocchio. Quando mi sono fatto male stavo ancora recuperando dal problema al tendine, è stata una mazzata. Ma ho 26 anni, ora arrivano gli anni migliori. Mi servono continuità e un po’ di fortuna. So che uno come me è più portato agli infortuni da trauma. Ma mentalmente sono libero, non ho paura, la sofferenza mi piace, ci vado sopra, giocherò come sempre. Devo solo crescere fisicamente”.

Cosa le manca di più?

“Cose che riprendi col tempo, come la qualità nella frenata e nello scatto. I fastidi al rotuleo sono normali, ma in allenamento faccio tutto quello che fanno i compagni. Tra Riattiva e staff medico del Genoa mi hanno aiutato tanto, anche mentalmente e ultimamente con un fisioterapista spagnolo, Carlos, sono migliorato molto. Sono disponibile a tutti gli effetti, ora mister e medico valuteranno se mandarmi a giocare con la Primavera o convocarmi già per Ferrara”.

Qual è il sentimento prevalente in questi momenti?

“Prima di tornare dalla Juve al Genoa avevo detto al mio agente e alla mia famiglia che mi ero appiattito e avevo bisogno di tornare a sentirmi vivo. E qui al Genoa mi sono sentito di nuovo così, anche in questi mesi duri che umanamente mi hanno fatto crescere molto. Ora devo incanalare la rabbia sul campo. Mi hanno aiutato famiglia, amici, compagni. Andare in ritiro già in Francia con la squadra mi ha motivato a bruciare le tappe”.

Ritrova Thiago Motta.

“L’ho conosciuto quando ero nella Primavera del Genoa: a volte mi allenavo con la prima squadra, lo ammiravo, era un riferimento di personalità. L’ho ritrovato da compagno in azzurro, a Euro 2016, ed era sempre un esempio, già allenatore in campo. Ora spero di dargli una mano. Con Andreazzoli eravamo partiti bene, poi ci siamo infilati in un tunnel ma quando si cambia è una sconfitta per tutti. Motta ha portato entusiasmo, ora sta a noi dimostrare che valiamo qualcosa e a lui che vale tanto anche come allenatore”.