A(F)FONDO – Quel nero che avanza

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QUEL NERO CHE AVANZA

Leggevo pochi giorni or sono, su La Repubblica, che dal gruppo di Ultras juventini dei Vikings, notoriamente di destra, sarebbe nata una costola nuova chiamata “Nemici del calcio moderno”: i gradevoli componenti lo annunciano con tanto di foto sui social. Nell’ameno ritratto fanno sfoggio di saluti romani, del simbolo di una palla antica attorniata dall’alloro dei Cesari e di una bandiera italiana con la scritta, in caratteri classici dell’epoca fascista, “Per l’onore d’Italia”.

Pochi giorni dopo SuperMario Balotelli viene, per la ennesima volta, bersagliato da cori razzisti al Bentegodi di Verona. Seguono i soliti, inutili provvedimenti: chiuso un settore dello stadio con ampie polemiche. Un sedicente capo Ultras sostiene che Balotelli non sarà mai italiano fino in fondo, essendo “negro” (sic!). Dichiarazioni provocatorie, che ironizzano, guarda caso, anche sulla Commissione Segre. Un gruppo di consiglieri comunali veronesi firma addirittura una mozione contro Balotelli, preannunziando azioni legali (arisic!).

Negli stessi giorni, il buon Matteo Salvini, che ci tiene sempre a dire la sua, fa sapere, a commento dell’ennesimo episodio di razzismo, che un operaio dell’Ilva vale dieci Balotelli, e che in Italia non abbiamo bisogno di “fenomeni”.

COINCIDENZE

Tutto accade, per una singolare scelta del destino, in coincidenza o quasi con la vergognosa astensione al Senato della destra parlamentare italiana dalla votazione sulla mozione Segre.

La Senatrice a vita, scampata ai campi di sterminio nazisti, da tempo ormai sollecita la istituzione di una Commissione straordinaria che possa promuovere, vigilando, azioni politiche e istituzionali contro odio, razzismo, antisemitismo e piaghe simili.

Questa astensione è vergognosa, lo ribadisco, perché evidenzia un sempre più malcelato fastidio di una certa destra verso chi cerca di sottolineare quanto determinate condotte siano odiose ed antidemocratiche.

Maggiormente apprezzabile sarebbe stato, paradossalmente, un voto contrario ma motivato.

SEGNALI INEQUIVOCABILI

Più indizi fanno una prova e diventano segnali inequivocabili. Il calcio è da sempre in Italia fedele specchio della società. Questo nero che avanza minaccioso, questa nuova ondata di odio, non può essere giustificata e derubricata, come purtroppo spesso accade, a “folklore”.

È ora di dire basta.

Lega e Federazione prendano provvedimenti seri e non le solite multe o piccole sospensioni che non servono a nulla. Lo Stato faccia la sua parte. Ed anche calciatori, allenatori e la parte sana del tifo, che ovviamente c’è, comincino a condannare e ad isolare senza se e ma, senza distinguo, con durezza.

Quel nero che avanza questa volta ha bersagliato Balotelli.

Come insegna la storia e come ha sperimentato sulla sua carne viva la senatrice Segre, domani potrebbe accadere ai calciatori ebrei, poi a quelli omosessuali, poi a quelli stranieri, i biondi, i mori, i pelati, finché l’odio non avrà travolto tutto.

E lo stesso potrebbe accadere a ciascuno di noi.

Siamo ancora, per poco, in tempo.