TUTTI IN REPARTO – Il 70% del Pibe de oro

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Per quanto si possa stentare a crederci, Diego Armando Maradona ha dovuto affrontare gran parte della sua carriera con la caviglia sinistra non al meglio.

Sì, proprio lui, El Pibe de Oro. Il calciatore che, col suo piede sinistro, ha conquistato il mondo e che pochi giorni fa ha compiuto 59 anni, il 24 settembre del 1983 subì un intervento “assassino” durante Atletico Bilbao – Barcellona.

Autore del fallo, Andoni Goikoetxea Olaskoaga, successivamente nominato dal The Times “il difensore più cattivo di tutti i tempi”.

La situazione sembrava quasi irreparabile: frattura in tre punti della caviglia sinistra con interessamento dei legamenti.

Si temette per la sua carriera, si pensò che Diego non sarebbe mai potuto tornare a calcare un campo di calcio e, nel fortunato caso in cui ciò fosse accaduto, che non sarebbe mai più stato quello di prima.

Diego però non si perse d’animo: si operò alla caviglia ed affrontò una dura riabilitazione. Le previsioni più ottimistiche parlavano di sei mesi di stop.

Ma, con gran stupore di tutti, a soli 100 giorni dall’intervento, Maradona tornò in campo: la sua caviglia resse e, sebbene dopo l’intervento avesse perso il 30% della sua mobilità, continuò ad incantare il pubblico, come e più di prima.

Il resto è storia: l’estate successiva il Napoli lo acquistò dal Barcellona e Diego entrò nella fase più importante e vincente della sua storia calcistica.

E probabilmente lo fece pur potendo mostrarci solo il 70% del suo potenziale.