ANGOLO DEL TIFOSO BOLOGNA – Un film già visto

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A volte capita di vedere un film due, tre, quattro volte. Accade quando lo spettacolo, la trama o le scene hanno davvero conquistato il pubblico.

Immaginate di essere costretti a rivedere un film che non vi piace per niente. Potrebbe risultare una vera tortura, tale da portare a reazioni incontrollate.

A Bologna il tifoso, dopo la partita di ieri contro l’Inter, vive questo sentimento.

Lo abbiamo sempre detto che la squadra di Mihajlovic può perdere o vincere, senza essere giudicata se non quando ci sono situazioni reiterate che urtano.

Di cosa stiamo parlando?

Errori individuali banali e non conseguenza di presa di responsabilità durante le azioni di gioco.

In altre parole, se un giocatore mostra personalità in campo, prende un’iniziativa coraggiosa e sbaglia, il pubblico bolognese applaude.

Applaude perchè comprende il coraggio e la voglia di incidere sulla partita.

Se un giocatore sbaglia perchè ha paura di osare e quindi vede solo i retro passaggi, allora il tifoso non ci sta. Che senso ha schierare giocatori come Mbaye che non rispecchiano in niente la filosofia di Mihajlovic?

Ma è lo stesso allenatore che poi lo sceglie. Non ci sono alternative? Dubitiamo. Dipaniamo questa nebbia che forse aleggia all’interno dello spogliatoio.

Giocatori che non escono dalla loro area di confort durante la partita e puntano al sei in pagella per gli allenatori del fantacalcio non fanno progredire la squadra.

Poi c’è il discorso dei momenti di un giocatore.

Orsolini è da qualche partita che non riesce a fare le scelte giuste e denota incertezza. Anche ieri non ha avuto un impatto in linea con quello che lui può e sa dare.

Poi cosa accade? Accade che un giocatore in confusione fa un danno e procura il rigore contro al 92esimo. È evidente che nell’intervallo, o poco dopo, andava sostituito, quanto meno per tutelarlo.

Note positive comunque ci sono state. I due centrali difensivi ieri hanno fatto una prestazione maiuscola, contenendo l’abilità di Martinez e la prestanza fisica di Lukaku. Quest’ultimo ha fatto sì due goal ma uno, ad un metro dalla linea di porta, su una fantastica respinta di Skoruspki. L’altro, appunto, su rigore nel recupero.

Bene anche il centrocampo, con Svanberg che sta crescendo tanto e Poli solito gladiatore.

Davanti Palacio e Sansone hanno fatto tanto lavoro di movimento e Soriano finalmente ha sfoggiato una prestazione di livello con un bellissimo goal da fuori area. Il coraggio paga sempre.

Il Bologna oggi si specchia e vede due facce di una medaglia che deve ancora essere forgiata con un metallo prezioso. La medaglia diventa d’oro quando si limano tutti i dettagli.

Mihajlovic dovrà essere bravo a gestire tutti gli aspetti che, ad oggi, impediscono quel salto di qualità che noi tutti auspichiamo.

Il bel gioco è riconosciuto e riconoscibile ma non va di pari passo con la classifica.

Gli elementi della rosa sono tutti all’altezza della causa Bologna? No, occorre fare scelte decise.

I goal non arrivano per ciò che si produce. Coraggio e follia, come diceva Steve Jobs.

Andiamoci a prendere Zlatan Ibrahimovic, per cominciare.