#LBDV – Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette, quelli che (in ritardo) ce l’hanno fatta

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“…Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette…” cantava De Gregori di quei calciatori che ce l’avrebbero fatta e si sarebbero fatti. Qualcuno ce l’ha fatta davvero. Tra questi c’è chi ha avuto la fortuna (se di questo possiamo parlare) di farsi in tenera età, chi, invece, ci ha messo tempo, troppo. E di alcuni di questi, vedendo la carriera che poi hanno fatto, ci si chiede come mai non siano esplosi prima. Mancanza di maturità, non idoneità o semplice sfortuna?

IGOR PROTTI

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Igor Protti con la maglia del Bari

Lo Zar muovi i suoi primi passi a Rimini in Serie C1 all’età di 16 anni. Dal suo esordio in Serie A, avvenuto nel 1994 all’età di 27 anni, passeranno ben 11 anni. 132 mesi tra la Serie C1 con Rimini, Livorno e Virescit Bergamo e la Serie B con Messina e Bari. Proprio con questi ultimi fa il suo esordio in Serie A e raggiunge, l’anno successivo, la vetta della classifica capocannoniere a pari merito con Beppe Signori con 24 reti (mai, nella massima serie, una squadra retrocessa ha vantato il capocannoniere in rosa). Poi Lazio, Napoli, ancora Lazio e nuovamente Serie B e C1 con Reggiana prima e Livorno poi. Proprio con i toscani tornerà in Serie A per dare l’addio al calcio giocato nel 2005 a 38 anni. Il Re di Livorno terminerà la carriera con 248 reti messe a segno, di cui 48 in Serie A ed un record davvero singolare che condivide con Dario Hubner: capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1.

 

DARIO HUBNER

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Dario Hubner con la maglia del Cesena

Il detentore del record condiviso con Igor Protti arriva in Serie A soltanto nel 1997 alla veneranda età di 32 anni. Prima di allora tanta gavetta tra Serie C2, Serie C1 e Serie B con le maglie di Pergolettese, Fano e Cesena. Poi il Brescia e l’esordio nella serie maggiore ed un titolo di capocannoniere nel 2002 con 24 reti con la maglia del Piacenza; e ancora nella massima serie con Ancona e Perugia. Quindi, il ritorno al passato con Mantova, Chiari, Rodengo Saiano, Orsa Corte Franca e Castel Mella ed il ritiro avvenuto nel 2011 in promozione con il Cavenago a 44 anni suonati. Hubner realizzerà 348 gol in carriera, 74 dei quali in Serie A.

 

RICCARDO ZAMPAGNA

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Riccardo Zampagna con la maglia della sua Ternana

In Serie A soltanto a 30 anni, Riccardo Zampagna è un altro giocatore che rientra a pieni meriti tra i ritardatari del nostro calcio. Nel 2004 il Messina gli regala la massima serie. Prima di allora l’Eccellenza con l’Amerina, i Dilettanti con il Pontevecchio, poi C2 con la Triestina, C1 con Arezzo, Catania e Brescello, Serie B con Cosenza, Siena, Messina e Ternana e finalmente il paradiso della A con il Messina e l’Atalanta. Quindi ancora la B con Vicenza e Sassuolo ed il ritiro in seconda divisione con la Carrarese nel 2010 a 36 anni. Il bottino di Riccardo? 180 reti totali di cui 28 nella serie maggiore.

 

GIUSEPPE MASCARA

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Giuseppe Mascara in azione ai tempi del Catania

Il secondo realizzatore della storia del Catania con 68 reti, dietro solo a Nicolò Nicolosi con 71, muove i suoi primi passi a Ragusa a 60 km dalla sua Caltagirone. Dopo i Dilettanti tocca alla Serie C1 con Battipagliese ed Avellino, poi la Serie B con Salernitana, Palermo, Genoa, Catania e Perugia. Quindi, trasferitosi nuovamente a Catania, a 27 anni conquista quella Serie A che abbandonerà solo dopo 6 anni passati tra Catania, Napoli e Novara. Poi l’esperienza araba al Al-Nasr e ancora la B con il Pescara, l’Eccellenza e la D con il Siracusa ed il ritiro nel 2016 a 37 anni con lo Scordia. In carriera Beppe Mascara realizzerà 150 reti, 38 nella massima serie, 68 con la maglia del Catania.

 

FRANCESCO CAPUTO

‘Ciccio’ Caputo in azione con la maglia del Bari

E arriviamo ai giorni nostri. Francesco Caputo, 32 anni, attaccante del Sassuolo, in attività. Il calciatore originario di Altamura inizia la sua carriera a 18 anni in Prima Categoria al Toritto. Poi è la squadra del suo paese (Altamura appunto) a prelevarlo in Eccellenza. Quindi C2 con il Noicattaro, Serie B con Bari e Salernitana. La carriera di Ciccio sembra andare via spedita, tant’è che nel 2010 all’età di 23 anni fa il suo esordio in Serie A con la maglia del Bari: 13 presenze ed un solo gol. Il paradiso dura appena 6 mesi, l’attaccante promettente torna in Serie B prima con il Siena poi con Bari e Virtus Entella. La sua carriera sembra essere destinata al limbo della serie cadetta. Ma è proprio quando meno te l’aspetti che il destino può far avverare i tuoi sogni. Nel 2017 il passaggio all’Empoli e la promozione in Serie A, un anno da protagonista con la maglia dei toscani ed il passaggio recente al Sassuolo. Caputo ce l’ha fatta. Ciccio, ora, è uno dei migliori attaccanti del nostro campionato. Lui, a differenza di altri, la sua occasione l’ha avuta quasi subito, forse non l’ha saputa sfruttare, forse non era ancora pronto, ma a volte la vita è pronta a regalarti una seconda possibilità che, però, non bisogna sprecare. E Caputo così ha fatto, l’ha colta a balzo e si ritrova a guidare l’attacco neroverde a 32 anni. Finora sono state 176 le reti realizzate, 20 in Serie A, ma siamo sicuri che, a fine carriera, questo bottino sarà ben più corposo.

ALFREDO DONNARUMMA

Alfredo Donnarumma con la maglia del Brescia

L’attaccante del Brescia è storia recente. Fa parte del presente della nostra Serie A e, proviamo ad immaginare, anche del futuro. Il calciatore classe ’90 si destreggia in Prima Divisione all’età di 20 anni nel Gubbio, poi Virtus Lanciano e Como e il passaggio in B con il Cittadella. Quindi Lega Pro con il Teramo e ancora Serie B con Salernitana, Empoli e Brescia. Con le Rondinelle la promozione e l’esordio in Serie A. Alfredo non può sognare presentazione migliore: gol all’esordio contro il Cagliari, doppietta contro il Bologna e gol alla Juventus. 4 i gol nelle sue prime 6 gare nel massimo campionato ed un futuro tutto da scrivere.

 

Noi ci siamo soffermati su questi 6, ma la lista di calciatori arrivati tardi nel massimo campionato è davvero lunga. Basti pensare a Gianluca Grava arrivato in Serie A con la maglia del Napoli a 30 anni, a Giuseppe Biava a 27 con il Palermo oppure a Fabio Grosso, arrivato sì a 24 anni ma esploso solo sotto i 30 con la conquista della Nazionale e la vittoria del Mondiale 2006 vissuto da assoluto protagonista. Il calcio è pieno zeppo, però, anche di talenti, di promesse che non ce l’hanno fatta, di giovani che hanno avuto un’occasione e non l’hanno saputa sfruttare, di ragazzi ai quali, quella stessa possibilità, non è mai stata concessa. Per questi non ci saranno menzioni speciali, non ci saranno le luci della ribalta, non ci saranno palcoscenici. A loro rimarrà solo il rammarico di essersi trovati nel posto giusto al momento sbagliato o, viceversa, nel posto sbagliato al momento giusto. Loro sono quelli che Nino ha visto, quei “…giocatori tristi che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro al bar”.