ZONA CESARINI – I 50 anni del Roma Club Testaccio. Ciao Mamma Esperia

Condividi

Testaccio è il ventesimo rione di Roma. Il nome deriva dal monte (il mons Testaceus) che lo costituisce: una collina artificiale alta 35 metri, formata dai cocci (in latino testae) e vari detriti, accumulatisi nei secoli come residuo dei trasporti che facevano capo al vicino porto di Ripa Grande, l’Emporium, da cui Piazza dell’Emporio che del quartiere è una delle porte.

Testaccio è un dinamico quartiere alla moda che si sviluppa intorno al suddetto Monte dei Cocci. Le grotte, adibite anticamente a magazzini, ospitano bar e locali notturni affollati, nonché trattorie sia tradizionali sia innovative che… che…

CHE NOIA

A Testaccio nascono Claudio Ranieri, Gigi Di Biagio.

A Testaccio, in Via A.Vespucci, il 4 Ottobre 1969, nasce il club di tifo più famoso d’Italia, il ‘Roma Club Testaccio’. E quel luogo sacro, dove Alvaro Baglieri, Claudio Rastellini, Filippo Leonardi, Riccardo Felloni, Aldo di Giovanni, Romeo Bonifazi e Sergio Rosi si radunavano per organizzare il tifo della domenica, è cresciuto negli anni fino a diventare un luogo di aggregazione per tutto il quartiere. Durante gli scontri calcistici, diventa una vera e propria “piccola Curva Sud”.

La sede si è trasferita in via G. Branca 32 e, pochi anni fa, in via Ghiberti 55 per questioni di affitto, essendo sostenuta, di fatto, dal contributo volontario di soci e tifosi. In 50 anni ha collezionato e tappezzato le sue pareti con foto storiche in bianco e nero e con foto attuali.

Il Club ha organizzato le feste scudetto del 1982-83 e quella, durata una settimana in tutta la città, del 2000-2001.

Cuore pulsante del tifo giallorosso, ha goduto, per meriti, del favore di tutti gli addetti ai lavori. I calciatori fino a pochi anni fa, facevano a gomitate per presenziare, da amici, alle serate organizzate. Vi sono passati allenatori e presidenti… fino a pochi anni fa, appunto.

Oggi è più complicato, visto come è cambiato il calcio in generale e a Roma in particolare.

QUARTIERE IN FESTA

È stata una festa, quella di Venerdì scorso. Dalle 18, nella Piazza omonima, si sono radunati tutti i soci vecchi e nuovi che hanno raccontato aneddoti di un calcio che, forse, non c’è più.

Sono salite sul palco vecchie glorie del calcio giallorosso, attori, cantanti, giornalisti di cuore romanista. Anche il CEO Fienga, accompagnato da De Sanctis, ha portato i saluti e gli auguri da parte della Società.

Un bel gesto, dovuto, ma accompaganto dalle solite sviolinate sull’amore di Pallotta per la città, città nella quale non viene da un anno e mezzo, questa estate compresa, quando non ha trovato tempo, nelle sue vacanze toscane, di fare un salto.

Non è il momento delle polemiche ma degli auguri a chi ed a ciò che la Roma continua ad “essere”, al di là di giocatori e presidenti. A chi la Roma la ama disinteressatamente.

Ed è il momento delle lacrime per Mamma Esperia, che dopo 30 anni, può riabbracciare in cielo il suo Antonio De Falchi, ucciso barbaramente a Milano da tifosi rossoneri.