SPECIALE FUORI DAI CORI – Il Grosseto dà l’esempio

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FUORI DAI CORI

Lo speciale Fuori dai cori parte da qui.
Da una squadra piccola, una società che milita in Serie D ma non ha nulla da invidiare, almeno sotto il profilo etico, alle compagini italiane più blasonate.
L’idea dello speciale di questa settimana nasce da una riflessione, forse banale, forse no.
Restano all’ordine del giorno, nel panorama calcistico italiano, episodi di razzismo, sessismo, arretratezza culturale in genere, che sistematicamente scatenano il coro delle prefiche da tastiera, con condanne, nemmeno poi tanto dure, a tempo e poco altro.
È giusto, senza dubbio, condannare, ma quanto è opportuno?
Meglio concedere al deficiente di turno pubblicità e visibilità per l’ennesima castroneria detta o fatta, o condannare gli idioti ed i gretti all’oblio, dando invece risalto alle pagine belle del calcio, quelle edificanti, quelle che restituiscono al calcio il suo vero spirito?
La redazione de ‘Le Bombe di Vlad’ ha deciso di optare per la seconda via, quella meno battuta.
Chi dice che il bello ed il buono non fa notizia?
Fuori dai cori, proviamoci.

GLI ANTEFATTI

Accade qualche settimana fa che tal Sig. Tommaso Casalini, vice allenatore della squadra dei giovanissimi della Unione Sportiva Grosseto 1912, società la cui squadra maggiore milita in serie D, pubblichi su Facebook un post sul personaggio del momento, Greta Thunberg. La giovanissima e nota attivista svedese porta avanti, ormai da tempo, una battaglia pubblica per la sensibilizzazione dei governi del pianeta sul tema del riscaldamento globale e dello sviluppo sostenibile.
Niente di male, se Casalini si fosse limitato ad esprimere critiche, anche aspre come qualcuno ha fatto, sulle idee della ragazzina.
Il problema è che il post non contiene nulla di tutto questo, ma è piuttosto espressione di bieco e vomitevole odio sessista. “Questa troia! 16 anni, può andare a battere. L’età l’ha”, questo ha berciato l’allenatore dei giovanissimi del Grosseto.
Succede, però, che Selvaggia Lucarelli noti il post, e lo denunci pubblicamente.

LA REAZIONE DELLA U.S. GROSSETO 1912

Troppo spesso episodi simili vengono derubricati a stupidaggini, con cancellazione del post incriminato, scuse del troglodita di turno, e passaggio immediato nel dimenticatoio.
Ma stavolta no.
Una piccola società passa dalle parole di condanna ai fatti, dando una lezione di comportamento alle sorelle maggiori della serie A, che di solito si limitano a comminare multe irrisorie e null’altro ai propri tesserati, cui tutto è consentito in nome del Dio denaro.
Breve ed efficace comunicato della U.S. Grosseto 1912 proprio su Facebook: “In seguito a quanto apparso sui social, l’Unione Sportiva Grosseto 1912 comunica il licenziamento del vice allenatore dei Giovanissimi A, Tommaso Casalini, per un comportamento non consono alla linea tracciata dalla società che punta sui valori morali prima ancora che sui valori tecnici. Vista la gravità di quanto affermato dal signor Casalini, la società ha provveduto a sollevare lo stesso dall’incarico con effetto immediato, dissociandosi completamente dalle affermazioni lette su Facebook, riservandosi di procedere per le vie legali per tutelare la propria immagine nelle sedi opportune”.
E ancora meglio il comunicato del giorno successivo, che invitava gli haters di turno, subito accorsi alla pubblica gogna, ad evitare la eccessiva stigmatizzazione del Casalini, che ha già giustamente pagato con il licenziamento disciplinare subito.
Questo è il calcio che va preso ad esempio ed amato, questa la linea da tracciare.

CHI SALVA UNA VITA, SALVA IL MONDO INTERO

La citazione dal Talmud, resa famosa dal personaggio di Ithzak Stern nel celebre film di Spielberg “Schindler’s list”, non è mai eccessiva.
Basta con la paura di essere tacciati di buonismo.
Se avere una morale ed inculcarla alle future generazioni significa essere buonisti ebbene, evviva il buonismo.
La US Grosseto 1912 ha metaforicamente salvato una vita, con il proprio esempio.
Così come la salvano quei tifosi, ultras e non, che insegnano ai propri bambini ad amare la loro squadra, piuttosto che odiare l’avversario.

Fuori dal coro, fuori dai cori.