#LBDV – Italia, l’estetismo targato Mancini per cancellare l’ultimo decennio buio

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Era il 13 novembre 2017, e a San Siro si consumava la più grande pagina nera della storia del calcio italiano. Una mancata qualificazione ad un Mondiale è sempre un boccone duro da digerire, soprattutto se parliamo dell’Italia, che di stelle in petto ne porta quattro. Da allora divenne urgente proclamare un “anno zero”; bisognava rivoltare il movimento come un calzino, o meglio attuare una rivoluzione che avrebbe portato al “rinascimento” della maglia azzurra. Parlare oggi di missione compiuta è forse ancora presto, ma la strada, quella tracciata da Roberto Mancini, sembra essere quella giusta.

Le peculiarità dell’Italia di Mancini

“Rinascimento” è per l’appunto il nome della nuova maglia verde dell’Italia, chiamata così proprio per rafforzare il concetto espresso da Roberto Mancini all’inizio della sua avventura azzurra. L’ex allenatore, tra le altre, di Inter e City si è seduto sulla panchina azzurra proprio con in testa subito un obiettivo da raggiungere: esaltare gli uomini a disposizione, magari giovani, attraverso il bel gioco. Un rischio che il tecnico di Jesi ha voluto prendersi sin da subito, un esperimento che forse tale non è, visto che altrove hanno costruito le loro vittorie degli ultimi anni in questo modo, Mancini ha visto nel giusto mix tra freschezza, e quindi nuovi stimoli, e di un sistema di gioco con un certo “estetismo” la ricetta per risollevare le sorti della maglia azzurra.

4-3-3: la qualità in mezzo al campo per un gioco sfacciatamente propositivo.

Il 4-3-3 è la soluzione tattica scelta dal CT fin dall’inizio, ed il canovaccio tattico è stato seguito sommariamente senza particolari cambiamenti nel tempo.

Donnarumma, che ha preso il posto di Gigi Buffon, guida ormai stabilmente la retroguardia composta dalla solita coppia Bonucci-Chiellini (quest’ultimo sostituito talvolta da Acerbi e Romagnoli dato il lungo infortunio). I due terzini hanno compiti eterogenei tra loro: uno ha compiti tendenzialmente di copertura, quasi a formare una difesa a 3 in fase di costruzione, e l’altro invece con una forte licenza ad attaccare la profondità. Il centrocampo che vede due centrocampisti di qualità come Jorginho e Verratti, affiancati da un altro giocatore con qualità più di interdizione e/o di inserimento. Tridente di attacco che invece varia in base alle esigenze tattiche di partita, ma che ha nel “9” l’unica certezza assoluta.

Nel dettaglio, la passmap della partita contro la Finlandia.
Credits: @11tegen11

Sensi, Pellegrini, Zaniolo, Kean, Barella, Chiesa: spazio alle nuove leve

D’altro canto, esiste un altro gruppo di calciatori aventi come comun denominatore la gioventù. Il primo a cui si pensa è Stefano Sensi, esploso quest’anno nelle fila dell’Inter e pronto per prendere le chiavi della Nazionale, oppure al suo compagno di squadra Nicolò Barella che Mancini ha buttato subito nella mischia appena è stato possibile. Possibilità analoga per Pellegrini e Zaniolo, utilizzati a centrocampo ma spesso anche larghi a sinistra nel tridente offensivo, nel quale lo spazio non manca quasi mai a Federico Chiesa, che con il suo carattere mostrato a Firenze ha conquistato il CT. Per l’Europeo scalpita anche Moise Kean, che sgomiterà tra Immobile e Belotti per cercare un posto, e il suo trasferimento all’Everton non è un caso in tal senso.

La situazione nel girone J

L’Italia in questo momento si trova ancora a punteggio pieno nel gruppo J, oltre ad essere il miglior attacco (18) e la miglior difesa (3). Nei prossimi due impegni con Grecia e Lichtenstein potrebbe garantirsi il passaggio del turno, dato che l’Armenia, terza forza del gruppo, è a nove punti di distacco. Dietro gli azzurri c’è invece la Finlandia con 12 punti. Ancora in corsa la Bosnia di Dzeko e Pjanic che segue a 7 punti; discorso complicato per la Grecia (5 punti), definitivamente chiuso invece per la “sparring partner” Liechtenstein (1 punto).

Questa dunque potrebbe definirsi una situazione ideale per continuare a costruire l’Italia del futuro. Uno scenario impensabile in quel 13 novembre di 2 anni fa, ma su cui ora è possibile lavorarci e, perché no, puntare finalmente anche a qualcosa di importante.