TUTTI IN REPARTO – Roma: infortunio Pellegrini

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Siamo al 70′ di Lecce – Roma: senza alcuna ragione apparente, Lorenzo Pellegrini decide di sedersi al suolo. Il dolore che avverte al piede destro si è ormai fatto insopportabile.

Il pubblico di casa rumoreggia, destinando numerosi fischi al giocatore: lo ha visto richiamare l’attenzione dell’arbitro, incitandolo a fermare il gioco e lamentando la necessità di essere soccorso ma, effettivamente, di contrasti “duri” non se ne sono visti. 

Si pensa che il tutto sia frutto di una “sceneggiata”, di quelle che si verificano quasi in ogni partita, messe in atto al fine di guadagnare secondi preziosi per la propria squadra.

Il giocatore viene sostituito e, sul momento, si pensa ad una riacutizzazione di una fascite plantare, un’ infiammazione, insomma, nulla di serio.

Ed invece, gli esami strumentali rivelano che la problematica c’è ed è di quelle abbastanza serie: frattura del quinto metatarso del piede destro.

Non si meravigli il lettore: nello sport agonistico moderno, una buona percentuale degli infortuni, anche di una certa gravità, non è dovuta ad uno scontro di gioco (nel caso di sport di contatto come calcio, basket, hockey su ghiaccio) ma a sovraccarichi funzionali ed a stress (ossia quando si sottopone una struttura corporea -ossa, legamenti, tendini, muscoli- a movimenti ripetuti o a piccoli traumi che, a poco a poco, ne intaccano la solidità).

Questo pare il caso del giovane giocatore della Roma e della Nazionale di Mancini.

Dunque, la domanda che si pongono i tifosi romanisti è facilmente intuibile: quando potremo rivedere Pellegrini in campo?

La decisione di intervenire chirurgicamente in questo tipo di infortunio, secondo il parere di chi scrive, riduce i tempi di recupero ma, rifacendosi ai casi più recenti (Neymar 2018, 90 giorni – Gabriel Jesus 2017, 67 giorni – Messi 2006, 87 giorni), non si ipotizza un’assenza inferiore ai 75/80 giorni.

A questo proposito, particolare rilievo assume il precedente di Stephan El Shaarawy. Nel 2013 infatti il giocatore subì, a grandi linee, lo stesso infortunio e rientrò dopo soli 57 giorni. Purtroppo però, il suo recupero si rivelò troppo accelerato: due settimane dopo, infatti, si infortunò nuovamente e stavolta fu costretto a rimanere lontano dai campi per i successivi 4 mesi.

Meglio per tutti, dunque, attendere i giusti tempi di recupero.