CARTA, PENNA E CALAMAIO – Caro Diario…

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Caro Diario

Me l’ha chiesto un amico. ……evidentemente “vampirizzato”.

Mi son lasciato un po’ pregare, poco, per il timore che poi desistesse.

Le bombe del Conte Dracula: chissà che ne pensa Bram Stoker di un vampiro bombarolo, magari ha avuto una dispensa dalla DIGOS.

La voglia di mangiarne qualcuna è tanta, a Roma le fanno con la crema.

Ed allora caro Diario un aiutino: lasciati sfogliare, fa che frammenti di memoria, come rivoli d’acqua, diventino onda……… e come al solito, l’epica mi assale e quasi mi commuovo.

Il problema non è tanto quello che devo rinforzare il mio inglese, ma quello di imparare a metter d’accordo i congiuntivi con i condizionali. Ed a Pomigliano ci sono più discese che salite.

Ma l’elettrotecnico (di chiare origini padane) ebbe una grande idea: si sdraio’ per terra e si fece camminare sopra da un camion con rimorchio, ma non si fece male, perché aveva un portafortuna che gli aveva regalato la zia Waller. Un piede di porco a pile. (Squallor 2010).

Era il 38 luglio e faceva molto caldo: era scoppiata l’afa.

Luglio 1966, tragedia nazionale.

Italia eliminata dalla Corea e fuori dal mondiale: l’afa aveva colpito ancora.

Ma il 2 ottobre 1966, terza giornata, tripudio mondiale: “Roma-Napoli” 0-2 derby del sud – stadio Olimpico.

Treno Roma Napoli delle 20,10 proveniente da Milano.

Bbive, bbive: c’hamma sfugà.

Accompagnati e scortati fin dentro la stazione di Roma Termini, un folto numero di tifosi napoletani aveva occupato gli ultimi convogli in coda al treno, opportunamente vuoti e predisposti dalle autorità di polizia in quanto il cosiddetto treno azzurro delle 19,10 non era bastato ad ospitare tutti i tifosi in trasferta.

Bbive, bbive: c’hamma mbriacà.

Era il Napoli di Sivori ed Altafini, il futuro “core ‘ngrato” approdato dal Milan, ma era anche il Napoli di Cané e Panzanato.

Di Ottavio Bianchi, futuro allenatore ed artefice del primo scudetto del Napoli di Maradona, di Ronzon e di Orlando, ma soprattutto di Antonio Juliano.

“Totonno nazionale” capitano a 23 anni, campione d’Europa e vice campione del mondo.

Ma l’idolo incontrastato era Sivori, l’argentino: vir (guarda) Omar (il mare) quanto è bello.

Bbive, bbive, ha signato (segnato) o Cabezon e pe tramente ‘o cuniglio (mentre quel coniglio di Altafini) s’annascunneva a retr a bandierina (si nascondeva dietro la bandierina per evitare i pestoni dei romanisti).

Quarto posto, quel magnifico anno. Gli abbonati erano 69.000.

Un grande Presidente: Roberto Fiore.

Un grande allenatore, già ottimo giocatore, Bruno.

Quella notte, ci raccontò Diego, il figlio di Pesaola, l’indomani, sulla terrazza di Via Giuseppe Orsi al Vomero, Bruno ed Ornella cantarono a lungo con l’amico Peppino Gagliardi, inebriandosi di musica e champagne.

Napoli, 11 settembre 2019

Difficile ritrovare questo connubio.

Eppure c’è un grande presidente ed un grande allenatore.

Un po’ narcisista il romano di Torre Annunziata, un po’ imbolsito il collezionista di titoli e trofei.

Abbonati 9.000!!!!!

Caro Diario dove sono i treni azzurri….. e quell’omone che ti invitava a festeggiare la vittoria del cosiddetto derby del sud?

Caro Diario ho perso il pathos.. forse è emigrato anche lui.