#LBDV – Il giorno in cui il piccolo Rui divenne grande

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Ci sono momenti, nella carriera di un calciatore, in cui si deve decidere che porta varcare per andare avanti. Come per il protagonista del film “Sliding doors”, la storia può cambiare in un momento.  Ieri sera prima della partita, durante il riscaldamento, Mario Rui avrà guardato gli spalti del San Paolo lucidato a festa  e sarà tornato negli spogliatoi carico come non mai. Al momento di tornare in campo, per l’inizio del match, si sarà trovato davanti due porte, una bianca e una azzurra. Senza indecisione ne avrà aperta una e si sarà diretto verso il terreno di gioco. L’inno della Champions League sentito fianco a fianco dei suoi compagni, il ruggito finale del popolo napoletano con quel “the champion” finale urlato da una città intera che da solo ti regala venti minuti di corsa più dell’ avversario.

Ora o mai più

E poi si inizia e Mario Rui si sente un leone come mai è accaduto con la maglia del Napoli. Su e giù per la fascia senza soluzioni di continuità, appoggia l’attacco e chiude in difesa. Davanti a lui non uno qualunque ma Momo Salah, uno dei migliori attaccanti del mondo. Eppure Rui si sente alla grande stasera. Interventi in scivolata e addirittura di fisico. Contatti spalla a spalla vinti senza timore. Il finale di partita regala due gol e confeziona, rendendola epica la sua serata. Il Napoli vince contro i campioni d’Europa e Mario Rui si prende la ribalta. Insieme ai soliti, a quelli abituati, ai Mertens, Llorente e Koulibaly oggi c’è pure lui. Dopo un paio di stagioni in cui il portoghese aveva abituato i suoi tifosi, romanisti e napoletani, al compitino, il momento della rivincita è arrivato. A dire il vero c’è qualcuno che sapeva che questo momento sarebbe arrivato. Il suo nome è Carlo Ancelotti e quest’estate ha bloccato la sua cessione quando la sua strada sembrava doversi separare da quella del Napoli. Il mister ha detto no e ieri sera Mario Rui è entrato dalla porta giusta per diventare il padrone della fascia sinistra del Napoli. Si aspettano conferme ma ieri il piccolo Mario è diventato grande