A(F)FONDO – Storie di calcio, storie di bellezza

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Qualcuno sostiene che “la vita sia come la musica: deve essere composta con orecchio, sentimento, ed istinto, non con le regole”.

Effettivamente questo concetto si sposa bene con la storia che abbiamo scelto di raccontare oggi. 

Una storia commovente, che deve essere narrata e che deve arrivare a più persone possibili. 

Perché è una storia di coraggio, di forza e di bellezza. 

Perché può essere utile a ciascuno di noi, quando ci perdiamo d’animo o sentiamo di voler mollare.

A volte basta poco per affrontare le difficoltà. Basta ricominciare dalle cose semplici: le passioni. 

E questo lo sa bene la signora Silvia Grecco, madre del piccolo Nickollas, che accompagna allo stadio suo figlio non vedente e gli racconta le partite, minuto per minuto, quasi tutte le domeniche. La donna condivide con suo figlio la passione per il calcio tifando Palmeiras, una squadra sportiva brasiliana.

Il piccolo è nato prematuro, a 5 mesi, affetto da una lieve forma di autismo e con una retina non funzionante che non gli consente di vedere.

La signora ha fatto di tutto perché il suo bimbo vivesse ogni esperienza possibile e perché non gli fosse precluso nulla. Così è partita dalle cose semplici, quelle belle, come il calcio, sua grande passione, che ha deciso di trasmettere a Nickollas. Considerati i suoi problemi di salute, ha cercato e trovato la ‘chiave’ per consentirgli di godere della bellezza di questo sport. Silvia racconta, infatti, che ‘quello per il calcio è un amore capace di trasformare’.

Così, attraverso la sua voce, ogni domenica, racconta e descrive minuziosamente ogni azione calcistica ma non solo. Gli descrive dettagliatamente tutto ciò che accade ‘intorno’, le caratteristiche dei calciatori, la divisa che indossano, i tifosi, le loro coreografie e tutto ciò che di speciale riesce a cogliere e condividere. Ma, soprattutto, gli fa vivere e respirare ogni singola emozione. Ci sono momenti, infatti, che non si possono vivere se non allo stadio: i cori dei tifosi, i canti, gli abbracci, la gioia, le delusioni condivise. 

Del resto, come sosteneva Stephen Hawking, “la vita sarebbe tragica se non fosse divertente”. 

E allora ogni domenica Silvia regala, attraverso la sua telecronaca privata e speciale, emozioni intense al suo bambino che, in questo modo, può vivere attimi di grande felicità, cambiare in meglio le sue giornate, sentirsi direttamente coinvolto e, soprattutto, non “diverso”

Nickollas, infatti, allo stadio si trasforma, diventa un altro, appare perfettamente a suo agio, felice, esultante. 

E questo suo entusiasmo ha fatto il giro del web, dopo essere stato ‘catturato’ da una videocamera in maniera del tutto casuale. Una delle telecamere della televisione locale presente alla partita, infatti, ha ripreso proprio il momento in cui la donna stava descrivendo a Nickollas le azioni dei calciatori. 

Il Palmeiras, allora, avendo conosciuto la storia di Nickollas lo ha invitato a visitare la squadra e ad entrare sul campo per segnare un gol nello stadio tanto amato

Questo filmato non è sfuggito neppure alla FIFA che ha deciso di ringraziare la donna per questo gesto così importante, un gesto genitoriale eccezionale, a nome di tutti gli sportivi e i tifosi, nominandola finalista del premio ‘The Best 2019 FIFA Fan Award’, dedicato proprio ai fan più fedeli. Il vincitore sarà decretato il 23 settembre ai premi ‘The best’ di FIFA, che si svolgeranno a Milano.

La FIFA ha deciso inoltre di raccontare la loro storia in una puntata della serie “Sheroes“, dedicata proprio a donne esemplari nel calcio e che hanno unito la forza dell’amore allo sport del calcio

Le storie belle devono essere raccontate. 

Perché una bella storia ti fa ricordare chi vuoi essere. 

Una storia come questa ci consente di arrivare a tutti, in particolare a coloro che devono quotidianamente fronteggiare difficoltà di questo tipo; offre l’opportunità di avvicinarsi al mondo della disabilità, un mondo spesso poco conosciuto e forse anche temuto.

Silvia si impegna ogni giorno attivamente, da anni ormai, per consentire una maggiore integrazione, inclusione e interazione tra la società e le persone disabili.

Acquisire maggiore fiducia, sentire di poter condividere, limando il più possibile le limitazioni fisiche, cercare strategie che consentano di trovare risorse nel diverso, sentirsi parte di ciò che fanno gli altri, tutto ciò può essere possibile.

Con la sua storia e le sue azioni quotidiane, la mamma riesce ad essere uno splendido esempi per tutti perché “la vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ciascuno”.